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Come essere felici: i danesi lo sanno

Come essere felici: i danesi lo sanno

5 settembre 2018128Views

Cos’è la felicità? Come si conquista, se si conquista? In che modo si mantiene sempre viva? Maik Wiking, è l’amministratore delegato dell’Happiness Research Institute, un bel 40enne con la passione per la felicità: la sua e quella degli altri. Al dilemma “come essere felici?” i danesi rispondono con una ricetta infallibile; in particolare gli studi dell’Istituto si concentrano sui motivi per cui un popolo è felice ed un’altro no. 

In una lunga intervista al Corriere della Sera, Meik dice: «la felicità è soggettiva. E la prima cosa da fare è distinguere tra chi è felice in un momento specifico e chi lo è nel complesso». Su una cosa siamo d’accordo, direi che il primo punto possiamo prenderlo per assodato: la felicità non si misura né in centimetri né in gradi, dunque non ha un valore univoco. Fatto sta che i governi guardano sempre con maggiore favore a questo genere di studi e cercano costantemente di rispondere alla domanda come essere felici? Sì, ma quali? Nella speciale classifica contenuta nel rapporto annuale dell’Istituto (clicca qui!), si nota come fra gli oltre 150 Paesi inclusi nel World Happiness Report dell’Onu, gli scandinavi siano in testa; in ordine Finlandia, Norvegia e Danimarca e l’Italia al 47esimo posto, penalizzata soprattutto dalla corruzione e dalla mancanza di infrastrutture per l’assistenza all’infanzia. E come dargli torto!

Le dimensioni della felicità

La ricerca della felicità è un obiettivo umano fondamentale.

2011, Risoluzione dell’ONU in materia di felicità.

Per capire quanto un popolo è felice, l’Istituto ha isolato tre criteri che chiama dimensioni delle felicità, ovvero: 

  1. la dimensione cognitiva che considera la soddisfazione generale della propria vita;
  2. la dimensione affettiva che include tutte le emozioni che sperimentiamo quotidianamente;
  3. la dimensione eudaimonica, che si rifà all’idea di Aristotele secondo cui una buona vita equivale a un’esistenza piena di significato.

Da quando nel 2011 l’ONU aveva adottato una risoluzione in cui si affermava che «la ricerca della felicità è un obiettivo umano fondamentale», per Meik si trattava di capire perché la Danimarca, il suo Paese, fosse un Paese così felice. Da qui, nel 2013 l’intuizione di fondare l’istituto per dire a tutti i motivi non solo di tale gioia, ma soprattutto perché altri Paesi non ne godevano di altrettanta!

«Il punto forte della Danimarca e degli altri Paesi nordici – prosegue – è lo stato sociale, la capacità di convertire la ricchezza in benessere attraverso l’assistenza sanitaria universale, l’istruzione universitaria gratuita, le pari opportunità, un’indennità di disoccupazione generosa». Il rapporto tra persone e suicidi in Danimarca è migliorato ma appena qualche anno fa si parlava di 12,8 persone che in media annualmente si toglievano la vita. Lo studioso spiega tutto questo con una proporzione incredibile: maggiore è il tasso generale di felicità, maggiore è il tasso generale di infelicità che nei casi più estremi spinge al suicidio. I social media ne sono causa: dallo studio, infatti, è emerso che se si elimina Facebook si è più felici! 

Qual è il segreto della felicità?

Quando si parla di felicità siamo simili ovunque.

Ci siamo già occupati del fattore hygge (pronunciato «huga») ovvero il piacere di stare con le persone che amiamo, il sentirsi a casa, in pace con il mondo. «Noi danesi ci concentriamo sulle piccole cose che contano davvero», spiega Wiking. Ma anche altri paesi hanno le loro tecniche per essere  felici: i francesi hanno una particolare attenzione all’aspetto sociale del pasto, ad esempio. 

Il Libro 

Il 16 febbraio del 2017 ti ho parlato di questo tema. In particolare prendevo spunto dal libro di Meik Wiking: Hygge, la via danese della felicità. Qui trovi l’articolo in cui si parla del libro e di una serie di cose legate al concetto di felicità. Ma il tema come essere felici l’ho anche trattato qui. Si tratta dei dieci buoni motivi per essere felici, una guida scandinava molto interessante; nell’articolo troverai anche un’infografica, una sorta di memento per non dimenticare MAI quanto sia importante essere felice. 

Anita

Anita

Content Specialist e specialista nel complicarmi i pensieri come solo le persone che gettano avanti il cuore in ogni cosa che fanno, sanno esserlo. Il Blog è il mio esercizio quotidiano per curare me stessa, per non perdermi, per essere sempre presente.

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