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Cosa significa pensare?

Arriviamo a capire che cosa significa pensare quando noi stessi pensiamo. Perché un tale tentativo riesca, dobbiamo essere preparati ad imparare a pensare. Non appena ci impegniamo in questo imparare, abbiamo già anche confessato che non siamo capaci di pensare. Eppure, l’uomo significa colui che può pensare, e ciò a giusto titolo.

Martin Heidegger, Che cosa significa pensare?  (1954).

Nell’ultimo incontro, sabato 15 dicembre, in Biblioteca ad Albignasego, sono partita così: cosa significa pensare? Sì, dico proprio a voi, bimbi che mi guardate con quegli occhioni così grandi, a voi che mi avete chiesto “ma è davvero l’ultima volta?”; sì, a voi che di pensare non avete mai abbastanza chiedo: cosa significa pensare. Con quale cadenza pensiamo? Pensiamo tutti i giorni, a giorni alterni, possiamo evitare di farlo e se sì come?

Si parte sempre con una serie di domande per giungere ad una risposta, quella possibile. Attenzione, non La Risposta ma una risposta. Una tra tante possibili risposte, quella che ha convinto la comunità di ricerca, quella intorno alla quale i bambini hanno detto un fragoroso: SÍ, siamo d’accordo.

Martin Heidegger e il pensiero.

Heidegger è considerato uno dei massimi filosofi del secolo scorso. Ha profondamente influenzato, con il suo pensiero, la cultura del nostro tempo. Ancora oggi uno scritto come Cosa significa pensare? Ha un peso nel formazione di chiunque voglia avvicinarsi alla filosofia.

No, i bambini non hanno né letto una pagina del libro, né ho spiegato loro il pensiero di Heidegger. Chi conosce la Philosophy for Children sa bene che questo è contro la pratica filosofica di Lipman; questa ha lo scopo di far emergere nella comunità di ricerca, il pensiero condiviso nudo e puro, senza ingerenze esterne, sovrastrutture o influenze che certamente un testo come Cosa significa pensare? di Heidegger, esercita.

Non sempre una domanda chiede una risposta. Spesso chiede di essere dispiegata, affinché ceda quello che ha di più essenziale e dischiuda i riferimenti che si aprono quando ci si appropria di ciò che segretamente custodisce. La risposta, infatti, è solo l’ultimissimo passo del domandare. E una risposta che congeda il domandare annienta se stessa come risposta e non è quindi in grado di fondare alcun sapere, ma solo di consolidare il mero opinare.

Martin Heidegger, Nietzsche. Citazione in Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine, Umberto Galimberti.

I bambini e la domanda: Cosa significa pensare?

Confusione. Bhè “pensare significa pensare”, cos’altro ci sarà mai da pensare. Eppure un’intera ora l’abbiamo dedicata proprio a questo: il pensiero. Pensando, abbiamo capito cosa significa pensare.

Ad un primo momento di confusione, è seguito un momento di confronto serrato. Il cerchio si è diviso in due:

  1. TESI: ci sono alcuni momenti in cui non penso!
  2. TESI: io penso sempre e non potrebbe essere altrimenti!

Scontri, risate, parole e frasi per convincersi gli uni gli altri, non posso tradurveli in parole. Scriverli sarebbe impossibile e verrebbe meno tutto il senso di In Circolo. Vi basti sapere che:

si pensa anche quando si dorme. Ma, a volte io dormo mentre penso perché mi perdo nei pensieri che faccio.

Pensiero maschile!

No, questo non è Heidegger che parla ma un piccolo filosofo in erba che sollecitato a rispondere se si pensa sempre, anche quando si dorme, ha risposto così mescolando il sonno e la veglia restituendo la sua percezione del pensare: un’attività davvero faticosa.

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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Content Specialist e specialista nel complicarmi i pensieri come solo le persone che gettano avanti il cuore in ogni cosa che fanno, sanno esserlo. Il Blog è il mio esercizio quotidiano per curare me stessa, per non perdermi, per essere sempre presente.

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