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Detenuti nelle carceri: i dati di Antigone

Detenuti nelle carceri: i dati di Antigone

Fino al 30 aprile 2017 i detenuti nelle carceri italiane erano 1.524

Negli ultimi sei mesi la popolazione detenuta è passata dalle 54.912 presenze del 31 ottobre del 2016 alle 56.436 presenze del 30 aprile 2017, con una crescita di 1.524 detenuti in un semestre. Questo è il primo dato che emerge dal rapporto di Antigone sulla condizione dei detenuti nelle carceri italiane.

L’aumento conferma una tendenza già registrata nei mesi precedenti, ma soprattutto una progressiva accelerazione. Nel semestre precedente, dal 30 aprile al 31 ottobre del 2016, la crescita era stata infatti di 1.187 detenuti. E se il tasso di crescita continuasse ad accelerare, quali sarebbero le conseguenze? Continuo sovraffollamento con condizioni igienico sanitarie precarie! In 5 anni si è verificato un calo di circa 16.000 unità del numero dei detenuti. Ma non basta!

Aumenta la percentuale degli stranieri tra i detenuti: si passa dal 33,2% della fine del 2015 al 34,1% della fine del 2016. I detenuti che lavorano sono i percentuale stabile come quelli che sono regolarmente iscritti a corsi scolastici. Tutto questo conferma un assioma innegabile: quando aumentano i numeri, il carcere peggiora, da tutti i punti di vista.

I reati

Stanno diminuendo. Nel 2015 il totale di quelli denunciati è stato pari a 2.687.249, contro i 2.812.936 del 2014. Tra il 2014 e il 2015 diminuiscono tutti i reati che dovrebbero creare maggiore allarme: violenze sessuali (-6,04%), rapine (-10,62%), furti (-6,97%), usura (-7,41%), omicidi volontari (-15%).

Le donne in carcere

Le donne presenti nelle carceri italiane al 31 dicembre 2016 sono 2.285, sono il 4,2% del totale delle persone detenute. La maggior parte delle donne detenute sono in Lombardia ed in Campania.

La loro distribuzione è disomogenea e fa sì che in alcuni istituti si configuri una situazione di sovraffollamento: a Pozzuoli, ad esempio, si contano 153 presenze su 107 posti disponibili. In altri contesti, le donne vivono quasi in isolamento: al 31 dicembre 2016 si contano meno di 10 detenute a L’Aquila, Barcellona Pozzo di Gotto e Messina, addirittura 5 a Reggio Emilia e 3 a Paliano (CR). Sono in numero minore ma sono le più condannate. Le donne sono in carcere per reati legati al patrimonio, alla legge sulle droghe e i reati contro la persona.

Per quanto riguarda le attività lavorative, le detenute lavoranti al 30 giugno 2016 sono 840, di cui 356 straniere. Per quanto riguarda, invece, la possibilità di accesso ai corsi di istruzione, nell’anno scolastico 2015-2016, sono 137 le detenute iscritte a corsi CISL (ex alfabetizzazione), 265 iscritte alla primaria, 231 alla primaria di primo grado, 95 ad altri corsi. In 64 sono iscritte ai licei, possibilità tuttavia presente solo in Campania e Lazio. In 51 agli istituti professionali e in 81 agli istituti tecnici.

Altra questione cruciale è la presenza di detenute con bambini in carcere, una tematica delicata in relazione al diritto delle detenute con figli ad essere madri, ed in relazione al diritto di crescere con la propria madre oltre che alla necessità, per i più piccoli, di  non dover passare i primi anni di vita in un ambiente poco adatto. Al 30 giugno 2016 sono ancora 41 i bambini conviventi in istituto con la madre.

Il rapporto di Antigone, disponibile interamente qui, è davvero sconcertante per certi aspetti mentre per altri mostra come la lente di ingrandimento sotto la quale tutto il sistema carcerario è sottoposto, sia un valore positivo da tenere ben presente.

Anita

Anita

Content Specialist e specialista nel complicarmi i pensieri come solo le persone che gettano avanti il cuore in ogni cosa che fanno, sanno esserlo. Il Blog è il mio esercizio quotidiano per curare me stessa, per non perdermi, per essere sempre presente.

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