La filosofia entra e rompe gli schemi, abbassa le barriere e distrugge le certezze. La filosofia fa pensare, parlare, esprimersi, ragionare. Le porte del carcere si aprono, le persone si siedono ed i reati diventano cicatrici, le cicatrici diventano racconti ed i racconti condivisione. Con-divisione: vivere e sentire insieme ciò che fino ad un attimo prima  ha divisi. La Philosophy for Community è entrata ed ha spalancato la porta nel Istituto penitenziario minorile di Treviso. I Care è iniziato.

Quando ho pensato a cosa avrei voluto fare con la filosofia, ho pensato che avrei voluto portare il pensiero laddove di pensiero ragionato e meditato ce ne era poco. Ed allora le case delle persone, le scuole, gli uffici, le fabbriche, le carceri, su un bus, per strada. Nelle zone di luce come in quelle di ombra.

Tanto poi lei entra e rompe gli schemi. Si affaccia e non chiede il permesso di entrare. Rompe la porta e si insinua nei discorsi nelle parole delle persone, negli sguardi di cui, prima, non aveva fatto caso al fatto che ogni volta che pensiamo di fare qualcosa, come comportarci, a cosa dire, a cosa non è giusto dire, stiamo facendo filosofia.

Non siamo chiamati ad essere scopritori dei massimi sistemi. Di quello se ne occuperanno gli studiosi, i filosofi chiamati a capire, tramite il passato, le possibili soluzioni ed interpretazioni del presente. Ai filosofi del quotidiano, dovrebbe bastare fermarsi e pensare, chiedersi e domandare, trovare risposte oppure sospenderne il giudizio.

Pensare nei luoghi di frontiera, luoghi in cui tutto è a porte chiuse tranne il pensiero. Sì, il pensiero, lui è sempre a porte spalancate!

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