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Il caffè dei piccoli miracoli, di Nicolas Barreau

Il caffè dei piccoli miracoli, di Nicolas Barreau

19 Dicembre 2018138Views6Comments

Una delle ultime letture dell’anno è Il caffè dei piccoli miracoli di Nicolas Barreau, un autore francese a me sconosciuto fino a poco tempo fa. La sua storia è molto particolare perché  pare non sia mai esistito. Dalle ricerche che ho condotto, ho scoperto che Nicolas Barreau è un vero e proprio scrittore immaginario a cui sono stati attribuiti ben otto romanzi pubblicati dalla casa editrice tedesca Thiele & Brandstätter. La Feltrinelli li ha praticamente pubblicati tutti. La sua fama non è certamente legata a Il caffè dei piccoli miracoli, evidentemente non una gran opera d’arte ma a Gli ingredienti segreti dell’amore, che ha venduto oltre 150 mila copie in Germania ed è stato al primo posto delle classifiche italiane per quattro mesi. 

A dire a tutto il mondo che quest’autore in realtà era un fake ci ha pensato il giornalista Elmar Krekeler che su Die Welt, ha parlato della tenenza sempre più in voga nelle case editrici tedesche, di creare autori fittizi per la pubblicazione di nuovi romanzi scritti in base ad analisi di mercato. Nel caso specifico, Nicolas Barreau sarebbe nato dal favore che in Germania stavano ottenendo i romanzi scritti da autori francesi. 

fonte @unsplash

Non un gran libro

Veniamo alla storia.

Il caffè dei piccoli miracoli di Nicolas Barreau, inizia a Parigi, città in cui Nelly, la protagonista della storia, studia filosofia all’Università. La ragazza ha una strana avversione per gli aerei; i genitori, in viaggio per l’aeroporto diretti a Zanzibar, sono coinvolti in un gravissimo incidente stradale e muoiono. Questa fobia per il volo, le rende la vista complicata soprattutto quando si scopre innamorata del suo professore di filosofia, tale Daniel Beauchamps, di cui è l’assistente e con il quale prepara la tesi di laurea su Paul Virilio e le sue teorie della velocità immobile. Lui non è bello, non è particolarmente spigliato ma la sua vita l’affascina profondamente. tuttavia neppure questo grande amore, le permette, quando lui la invita a seguire con lui un convegno a New York, di salire sull’aereo. La persona che la sostituirà seppure sul punto di sposarsi, inciampa in un bacio, con il professore. Beauchamps e Isabella, la causa di tutti i mali di Nelly, al ritorno da Parigi rendono pubblico il loro amore; i due annunciano il trasferimento a Bologna, lasciando Nelly nella disperazione. 

La pioggia dirotto sotto ci si getta disperata le fa prendere un malanno che la costringe a casa per qualche settimana. Il tempo giusto per trovare un segnale, scappare a Venezia sulle tracce che le aveva lasciato la nonna et voilà. Il fascino di un italiano le fa perdere la testa. 

Non un gran capolavoro. Il libro scorre via senza particolari svolte. All’inizio non è scontato perché nella caratterizzazione del personaggio, nulla avrebbe lasciato presagire che Nelly, propio lei avrebbe deciso di mollare tutto e scappare a Venezia. 

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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Content Specialist e specialista nel complicarmi i pensieri come solo le persone che gettano avanti il cuore in ogni cosa che fanno, sanno esserlo. Il Blog è il mio esercizio quotidiano per curare me stessa, per non perdermi, per essere sempre presente.

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