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La lettera eretica di Galileo alla Royal Society

La lettera eretica di Galileo alla Royal Society

22 settembre 2018107Views

Si credeva perduta ed invece la lettere in cui Galileo Galileo sosteneva che la terra ruotasse intorno al sole, è alla Royal Society di Londra, ritrovata da Salvatore Ricciardo, un giovane ricercatore dell’Università di Bergamo. La lettera eretica di Galileo contiene il testo con cui nel 1613, si schiera apertamente contro la Chiesa che sosteneva il contrario: è il sole a ruotare intorno alla terra.

Il giallo della lettera

La lettera del 1613, lunga sette pagine, è firmata G.G. ed è indirizzata a Benedetto Castelli, matematico dell’Università di Pisa e amico di Galileo. Qui, si sostiene apertamente, per la prima volta che la ricerca scientifica deve essere libera dalla dottrina teologica: un pensiero che, in quei secoli, era eresia. Il testo, infatti, venne inviato all’Inquisizione il 7 febbraio del 1615 dal frate domenicano Niccolò Lorini e la copia di quella lettera è custodita ora negli Archivi Segreti Vaticani.

la terra si move et il cielo sta fermo, seguendo le posizioni di Copernico […] e vogliono esporre le Sante Scritture a loro modo e contra la comune esposizione de’ Santi Padri, e difendere opinione apparente in tutto contraria alle Sacre Lettere.

Tuttavia Galileo scrive ad un suo caro amico Pietro Dini, dicendo che la versione spedita a Roma da Lorini è stata alterata ed allega a questa, una versione edulcorata della lettera che aveva inviato a Castelli con l’invito a far arrivare questa lettera in Vaticano.

Lo spettro della lettera falsa e il giallo intorno a questa storia, ha influenzato quegli anni e non solo: le ricerche di studiosi di tutto il mondo, si sono concentrate su questo tema che per certi aspetti, è ancora da sciogliere.

Quando Benedetto Castelli riceve la lettera di Galileo, è già stato ospite della Corte Medicea. Qui aveva raccolto le ansie e le preoccupazione sulla svolta eretica di Galileo, di Cosimo II e Cristina di Lorena. I due erano molto preoccupati del riverbero che queste idee poco ortodosse, avrebbero avuto a Roma, così Castelli scrive al suo maestro Galileo, informandolo della questione. Questi risponde con la lettera che oggi è stata ritrovata e che da 250 anni era alla Royal Society di Londra.

La lettera è a tinte forti, decisa, va dritta al punto. Due anni dopo, Galileo la rinvia, correggendola (a detta sua, integrandola con altre notizie) ed edulcorandola per evitare l’ira dell’Inquisizione.

Nature, che ha anticipato la scoperta nota che, ad esempio, in un punto l’aggettivo “falso” attribuito ad “alcune affermazioni della Bibbia” è sostituito con un “appare diverso dalla verità”. Comparando i testi, risulta proprio che il testo inviato al tribunale dell’Inquisizione è proprio questo.

Ricciardo, con il suo supervisore Franco Giudice e lo storico Michele Camerota dell’università di Cagliari, ha verificato l’originalità della lettera confrontando singole parole con altre simili scritte da Galileo nello stesso periodo. La scoperta è descritta in un articolo che sarà pubblicato sulla rivista Notes and Records della Royal Society.

Il processo contro Galileo, iniziò a Roma il 12 aprile 1633 e si concluse il 22 giugno 1633 con la condanna per eresia e con l’abiura forzata delle sue concezioni astronomiche.

Anita

Anita

Content Specialist e specialista nel complicarmi i pensieri come solo le persone che gettano avanti il cuore in ogni cosa che fanno, sanno esserlo. Il Blog è il mio esercizio quotidiano per curare me stessa, per non perdermi, per essere sempre presente.

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