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L’amica geniale, un romanzo di formazione.

L’amica geniale, un romanzo di formazione.

7 Gennaio 2019713Views1Comment

Chi è l’amica geniale? Come si riconosce, che tratti ha, di che “pasta è fatta” un’amica geniale? Di cosa parla un’amica geniale, con cosa riempie la sua tesa e le sue giornate, come affronta la vita, cosa cerca, emozioni, tranquillità, evasione, cerca il nuovo oppure rincorre il vecchio?
Nel romanzo di Elena Ferrante, è difficile riconoscerla. Diffidate da chi vi dice: è Lila! Oppure, indubbiamente è Lenù! E questo per due motivi:

  • L’Amica geniale non termina con il volume 1: la storia continua con uno splendido (forse di più del primo) volume 2 che racconta il prosieguo della storia andando avanti con gli anni, le decisioni e le esperienze.
  • Scrivere chi sia tra le due protagoniste, Elena Greco (Lenù) e Raffaella Cenullo (Lila), l’amica geniale è rischioso perché presuppone il concetto e la domanda di cui sopra: chi è l’amica geniale?

Posto che schierarsi presuppone una conoscenza dei testi (per inciso, vale per ogni testo, ogni argomento, ogni pensiero: senza cognizione è meglio tacere!!), la domanda è ancora senza risposta.

L’amica geniale di cosa parla?

L’amica geniale è il primo volume di quattro, che ha come protagonista principale un rapporto di amicizia attraverso cui le protagoniste crescono, si formano e costruiscono un sentimento, il loro, che continua a ricorrere entrambe per paura di perderle. Il volume racconta della loro infanzia e adolescenza: il rione di Napoli le difficoltà, il tessuto socio culturale degradato in cui gli stimoli arrivano dalla scuole (bellissima la figura della maestra Oliviero, simbolo del riscatto che passa dall’istituzione della scuola elementare), dalle persone e dai libri, un tema presente sin dalle prime pagine del libro e protagonista anche nel secondo volume.

Nel secondo volume, Storia del nuovo cognome, Lila e Lenù sono ormai adulte; nel terzo volume, Storia di chi fugge e di chi resta, le due amiche stanno attraversando quella fase della vita in cui sottrarsi ai bilanci è impossibile; nell’ultimo volume, Storia della bambina perduta, si narra dell’ultima parte della loro vita.

La storia scorre veloce e riga dopo riga Elena e Lila iniziano a conoscersi e ad amarsi per quello che sono: spavalda, temeraria, rivoluzionaria, anticoncezionale l’una, tranquilla, piena di inadeguatezze e in continua ricerca l’altra. Se Lila si ribella, è forte e prepotente, cerca di essere sempre un passo avanti, Lenù rincorre, affannata, si scopre migliore e peggiore nello stesso tempo. Queste dicotomie continue che proseguono anche nel secondo volume, sono raccontate in modo magistrale. La scrittura è scorrevole, sintetica e lascia “scendere nel rione vecchio” chiunque lo desideri con una semplicità nella descrizione che cattura.

L’Amica geniale di Elena Ferrante, un romanzo di formazione.

 L’Amica geniale è una storia al femminile, un romanzo di formazione (dal tedesco Bildungsroman) perché come i classici intramontabili del genere, riguarda l’evoluzione del protagonista verso la maturazione e l’età adulta, nonché la sua origine storica con il sostrato della città che è prima di tutto il rione e poi Napoli. Nel romanzo di raccontano emozioni, sentimenti, progetti, azioni dall’interno che portano a crescere ed evolvere con incredibile naturalezza (il racconto di Lenù è in prima persona).

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Content Specialist e specialista nel complicarmi i pensieri come solo le persone che gettano avanti il cuore in ogni cosa che fanno, sanno esserlo. Il Blog è il mio esercizio quotidiano per curare me stessa, per non perdermi, per essere sempre presente.

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