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L’analisi delle parole, la playlist Treccani

L’analisi delle parole, la playlist Treccani

28 ottobre 201865Views

Calcutta, TheGiornalisti e Dente per approfondire alcune parole significative del nostro vocabolario ecco la playlist Treccani.

Cosa ci fa la Treccani su Spotify? Qual è il connubio uno dei custodi della grande tradizione della lingua italiana e il più grande contenitore di musica digitale? La playlist Treccani è un’idea precisa, netta: una lista della musica indie italiana, una lista di canzoni all’interno delle quali è contenuta una parola, solo una, oppure un’espressione, solo una, che è curioso indagare.

Trovare il senso delle parole, analizzandole, è molto interessante. Un esperimento originale e creativo che rende la Treccani, in un colpo solo:

  • incredibilmente moderna;
  • straordinariamente social;
  • facilmente amata.

La playlist Treccani e l’idea dell’analisi delle parole, mancava. «Attraverso le definizioni della grande Enciclopia Italiana di Scienze, Lettere e Arti, del nostro Vocabolario e dei nostri dizionari», si legge sul profilo Treccani

Quali sono le canzoni della playlist Treccani

La prima parola annotata dagli esperti Treccani è “Deficiente” contenuta nella canzone Pesto di Calcutta. Il cantautore romano ha utilizzato un sostantivo che oggi è inserito in frasi di compatimento e soprattutto, come epiteto offensivo.

Uè deficiente
Negli occhi ho una botte che perde
E lo sai perché
Perché mi sono innamorato
Mi ero addormentato di te
E adesso che mi lasci solo
Con le cose fuori al posto loro…

Altra parola che entra nella playlist Treccani è Anima e ad ispirare gli esperti sono gli Anima Lattina, un band molto seguita il cui accostamento dei nomi oltre ad essere un esplicito riferimento all’anima latina cantata da Lucio Battisti, suggerisce una domanda così come ripreso dal testo di una delle loro più belle canzoni, Coma Cose, «sempre che abbiamo un’anima…».

Ti dico “Ciao” sopra ad un Ciao
Smezziamoci una margherita e usciamo a bere
Ho i tuoi occhi rossi in tasca sul rullino
Piango senza parabrezza in motorino
Ma tanto io e te, dai negativi, sì
Ne usciamo fuori bene
Come una fotografia

Divertente è il post che vede protagonisti Fedez e Francesca Michielin, che grazie alla loro Fotografia, entrano nella playlist speciale con Ciao, termine derivante dal veneziano “s-ciao”, “s-ciavo” (schiavo), un saluto cerimonioso (schiavo vostro). All’inizio usato solo nell’Italia settentrionale, la parola è poi diventata la formula di saluto confidenziale.

Seguono i Baustelle, nella playlist con Fuorilegge e Gali, nella classifica con Mannaggia in Cara Italia, l’occasione per ricordare che il termine è stato già utilizzato sia da Alessandro Manzoni, che usa “malannaggia la furia!” nel XV capitolo de “I promessi sposi” e Giovanni Verga che  mette in bocca un “malannaggia l’anima tua!” al barone de “Le storie del castello di Trezza”.

Sotto il sole, sotto il sole
Di Riccione, di Riccione
Quasi quasi mi pento
E non ci penso più, e non ci penso più
accio a schiaffi, faccio a schiaffi
con le onde, con il vento…

Ludovico Antonio Muratori sostiene che possa derivare dal latino “colaphus” (colpo) mutato in “claphus” e preceduto dal prefisso “ex” (quindi “exclaphus”). Sempre Muratori non esclude però una possibile derivazione dal germanico “schlappe”. I The Giornalisti sono presenti nella playlist Treccani con un’altra parola, Canaglia (New York, 2018).

Vedi mi sentivo strano sai perché
Stavo pensando a te
Stavo pensando che
Non avremmo mai dovuto lasciarci…

L’aggettivo contenuto nella canzone Stavo pensando a te, fa sì che Fabri Fibra entri di diritto nella playlist indie di Treccani ma gli esempi, le parole e le canzoni contenute nella lista speciale sono davvero tantissime! Qui puoi trovarle tutte! ed ogni settimana una nuova con nuovi spunti e nove cose da dire e da scoprire sulla nostra lingua.

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Content Specialist e specialista nel complicarmi i pensieri come solo le persone che gettano avanti il cuore in ogni cosa che fanno, sanno esserlo. Il Blog è il mio esercizio quotidiano per curare me stessa, per non perdermi, per essere sempre presente.

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