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L’ultima notte: Socrate moderno in carcere

L’ultima notte: Socrate moderno in carcere

Socrate, a sessant’anni, è stato condannato a bere la cicuta. A condannarlo a morte è stata una piccola minoranza dal tribunale Ateniese.

Critone, da cui prende il nome l’omonimo dialogo di Platone, ha trovato un modo per corrompere i carcerieri: in questo modo Socrate può evitare la condanna. Per lui non è tutto perduto. Eppure il tema è:

Mattia Temponi nel 2013 ha firmato un mediometraggio meraviglioso: L’Ultima Notte. Voluto dalla Società Filosofica Italiana e scritto insieme a Federico Chiara e Giovanni Dissegna, è ambientato a Torino, all’interno della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, i cui carcerati hanno contribuito alla realizzazione, facendo le comparse.

L’ultima notte si ispira ai tre dialoghi di Platone dedicati a questa tematica: Apologia di Socrate, Critone e Fedone. Bob Marchese, nel ruolo del grande filosofo, è meraviglioso. Affronta le ore che precedono la sua morte, la tentazione di salvarsi, la consapevolezza delle Leggi.

Deriso, moderno, antico, ispirato. Socrate è intercettato in ogni sua sfaccettatura.

Un’opera breve ma capace di suscitare emozioni profonde. Nulla è lasciato al caso. La voce fuori campo riproduce le parole, le accuse, le idee contrarie alle sue: tutto ciò che all’epoca era pane quotidiano

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Non è chiaro quale sia il luogo esatto in cui Socrate ha trascorso il periodo di prigionia dopo la sua condanna a morte. La tradizione locale indica un punto lungo via Apostolou Pavlou, vicino a Thisson.

Il video è disponibile qui. Vedetelo. Vedetelo più di una volta. Pensateci. Comprendete fino in fondo. Ascoltate le parole.

No, non esiste male così come non esiste via sicura né per chi va incontro alla morte né per chi sconta la pensa, né per chi vive senza pena: Il buio è comune, l’apertura al cambiamento di se stesso e degli altri è fondamentale.

Anita

Anita

Content Specialist e specialista nel complicarmi i pensieri come solo le persone che gettano avanti il cuore in ogni cosa che fanno, sanno esserlo. Il Blog è il mio esercizio quotidiano per curare me stessa, per non perdermi, per essere sempre presente.

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