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Naming. Com’è nato Pensieri In Circolo.

Naming. Com’è nato Pensieri In Circolo.

16 Dicembre 2018727Views1Comment

L’ora che preferisco è la mattina, tra le 6 e le 8. Nulla è ancora definito. Il sole non si è ancora alzato ma lo farà, il caffè scoppietta. Eccoli, i pensieri delle 6:30, le persone, le cose da fare, la lista infinita delle cose da recuperare. Le giornate, quelle che dovrebbero essere di 48h ed invece sono appena la metà, quelle in cui la lista delle cose da fare cede il passo alla realtà di tutte quelle cose che, irrimediabilmente non si possono terminare. 

L’ora che preferisco è la mattina, tra le 6 e le 8. E’ qui è che il cervello frulla, mescola, strapazza idee, è qui che è nato Pensieri In Circolo. il luogo in cui le parole “stanno” senza essere da sole, parlano senza essere specchio di se stesse. E’ proprio qui che i pensieri girano, girano, girano. Adesso ti spiego, passo passo con quale “non” tecnica, ho pensato a questo nome per me! Per la serie, Naming. Com’è nato Pensieri In Circolo ecco la spiegazione. 

Cos’è il naming? 

Facile a dirsi tutt’altro che a farsi: probabilmente se stessimo giocando ad “Indovina chi?” questa sarebbe la definizione più accattivante ma nello stesso tempo più centrata del concetto. Naming non è altro che l’azione che induce a trovare un nome ad un progetto (come in questo caso), ad un’azienda (pensate alla Steve Jobs e i suoi, quella volta in cui hanno inventato il nome “Apple”) oppure ad un servizio (senza esempio perché ormai hai capito di cosa parlo!). Trovarlo non è semplice e solo in rari casi (leggo da chi è molto più brava di me a trovare nomi!) è immediato. Il più delle volte è frutto di uno studio dettagliato che comporta impegno e dedizione alla causa. Per spiegare nella pratica cos’è il naming, ti spiego come ho fatto a trovare Parole In Circolo per il mio progetto editoriale, il blog che ora stai leggendo e la sua declinazione, Pensieri In Circolo, per i miei laboratori di Philosophy for Children.

Naming Pensieri In Circolo

popFilosofia.it ormai esiste da tre anni. Ho scelto questo nome perché per me era utile identificarmi con qualcosa che fosse un certo tipo di filosofia: così ho aggiunto l’aggettivo “popolare”, nel senso più alto del termine. POP, come a dire un certo modo di dire intorno le cose della vita; un modo immediato, semplice, un punto di vista diverso, ironico quanto basta, personale senza essere autoreferenziale. E’ proprio qui che ho fatto confluire tutti i progetti: presentazioni, speech, laboratori. Dopo tre anni, il progetto si è evoluto ed io con lui: il focus degli argomenti è ampio, cerco storie particolari e filosofie di vita da raccontare parola dopo parola senza perdere lo spirito di condivisione essenziale per me (diversamente scriverei un diario!). Ecco trovato il nome. Ho scritto: 

il focus degli argomenti è ampio, cerco storie particolare e filosofie di vita da raccontare PAROLA dopo PAROLA senza perdere lo spirito di CONDIVISIONE essenziale per me

Nel mio processo di ricerca il nome Parole in Circolo è venuto da sé. “Parole – parole – condivisione” mi ha portato al plurale di “parola” (Parole) e il concetto di condivisione, al cerchio. Così ho messo queste Parole In Circolo. Facile? Assolutamente no. Mentre scrivo le parole sembrano venire una dopo l’altra, con estrema naturalezza, un soffio d’ali. Eppure no. Ho fatto schemi, ho buttato fogli. Ho seguito alla lettera i consigli degli esperti sul tema naming. Ora funziona. 

Ultimo passo è stato trovare il nome su Google. Esiste già? Se c’è un dominio così che speranza ho? Attenzione, non volevo cambiare dominio, www.popFilosofia.it mi ha vista letteralmente cambiare pelle, c’è troppa intimità tra di noi. Parole in Circolo è il titolo di un album di Marco Mengoni e da oggi anche di questo capitolo del mio progetto. 

Ultimo passo…

Quando quasi due anni fa mi sono trasferita per lavoro a Padova, ho pensato che era tre le cose che non avrei mai dovuto perdere

  1. il desiderio di tornare a casa; 
  2. il contatto con i bambini e quindi i laboratori; 
  3. il mio accento meraviglioso quando mi arrabbio. 

Bei propositi. Il secondo dei tre, non ha avuto vita facile. Hai presente quando il corso dice “A” ma la mente urla “B”? Per un anno e mezzo è successo esattamente questo: sapevo che dentro di me, una piccolissima parte remota e nascosta avrebbe voluto riprendere ma poi era troppo piccola per farsi spazio, desiderare e avverare. Così ho aspettato che entrambe dicessero la stessa cosa e dato che una delle caratteristiche della Philosophy for Children è mettere in bambini in circolo per permettere loro di comunicare alla pari, ecco che “Parole” è stato sostituito con i loro “Pensieri”. 

Ritorno alla definizione: 

il focus degli argomenti è ampio; i bambini, condividono le loro idee su un argomento, PENSIERO dopo PENSIERO, disposti IN CIRCOLO. 

In Circolo è diventato il titolo di questa sessione di incontri, la prima ad Albignasego, in provincia di Padova e seguiranno altre esperienze il prossimo anno. E’ così che ho iniziato a fare laboratori per bambini a Padova e provincia.

Dare un nome alle cose non è facile. Bisogna conoscere profondamente il progetto per cui si lavora, il senso che questo acquista nella vita di coloro che ne daranno vita. E’ importante tenere presente proprio il senso, perché il senso si riverbera sul significato, sulle persone e sulla loro percezione del progetto stesso. 

Ecco il mio primo processo di naming: trovare un nome giusto per questo nuovo capitolo. 

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Content Specialist e specialista nel complicarmi i pensieri come solo le persone che gettano avanti il cuore in ogni cosa che fanno, sanno esserlo. Il Blog è il mio esercizio quotidiano per curare me stessa, per non perdermi, per essere sempre presente.

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