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Perchè aprire un blog diventarà la tua comfort zone?

Perchè aprire un blog diventarà la tua comfort zone?

1 novembre 201866Views

Ogni cosa nasce da un’esigenza: di cambiare, di evolvere (attenzione non è la stessa cosa?!) o semplicemente di FARE. Fare qualcosa per non dimenticarsi, per non affondare, per non farsi prendere dai fatti e così perderne degli altri.

Condizione o situazione incomoda: soffrire, patire, sopportare disagi di ogni specie; affrontare i d. di una lunga navigazione. Senso di pena e di molestia provato per l’incapacità di adattarsi a un ambiente, a una situazione, anche per motivi morali.

Ogni esigenza parte da un dis- agio, uno stato confusionario che ci rende irrequieti, instabili, insoddisfatti. Il disagio è uno stato persistente che nei casi già complessi, è in grado di rappresentare un vero e proprio limite. Per superare questo disagio e per far fronte a questa esigenza, ho FATTO qualcosa. Dopo tre anni, ti spiego perché aprire un blog è diventata la mia comfort zone!

Esigenza e Disagio, benvenuti!

Chi si iscrive a filosofia lo sa bene: sarà difficile. Tutto. Sarà difficile laurearsi in tempo, trovare un lavoro, o meglio essere felici del lavoro trovato. Chi si iscrive a filosofia sa questa, e altre cose. Io no. La disillusione non mi è mai appartenuta. Sono una sognatrice, inguaribile romantica che pensa sempre che prima o poi si sveglierà in un mondo migliore, fatto di persone che amano ciò che fanno, che non percepiscono le cose della vita come macigni senza soluzione di continuità. Eppure mi ritengo una persona abbastanza concreta: il sogno, resta un sogno, perseguiamolo ma poi? Cosa resta dei sogni? La realtà.

La realtà dice sempre qualcosa di vero, purtroppo. Il primo passo per capire cosa fare è stato accogliere Esigenza e Disagio, farli accomodare, offrirgli un caffè, presentare loro il Sogno, l’Auspicio, la Speranza e Desiderio, lui che vuole sempre tutto ma non riesce (quasi) mai ad essere accontentato. Bisogna fare così, accogliere tutto ciò che viene e ascoltarlo, pensare che chi cerca di dire qualcosa ha sempre diritto ad essere ascoltato, dica pure qualcosa di non vero, forviante, insensato: va ascoltato. Così è capitato con Esigenza e Disagio; orecchie ben aperte!

Tre anni fa entrambi parlavano tanto, forse troppo. Mi raccontavano di quello che ero e di quello che, invece, stato sognando di essere. Mi dicevano che ogni cosa ha il suo tempo ma che poi le cose te le devi andare a prendere a morsi e tirare via con le unghie. Parlavano, parlavano, dicevano. Ed io ascoltavo a metà. Come non è semplice fare i conti con la realtà e ammettere che i sogni sono reali solo se hanno la forza di realizzarsi, così è difficile ascoltare i propri stati d’animo. La paura costante di dare loro ragione è molto forte e va gestita. Eppure, ascoltarli, è l’unica cosa che abbia senso.

Se stai sentendo anche tu che loro parlano, sai cosa intendo!

Stretti in una morsa: parlano, hanno ragione, hanno ragione però dico cose forti, con cui vanno fatti i conti. Dunque?! Immobile. Muoviti. Arranca. Forza. Cadi, distrutto.

Analizzare la partenza ti condurrà all’arrivo

L’arrivo parte sempre da un’analisi. Io l’ho capito bene quando ho pensato che mettere tutto sotto al tappeto fosse la soluzione. Così ho trovato un lavoro, come tutti, mi sono detta che quello sarebbe stato solo un momento, un passo per sfuggire dalla paura fortissima di non fare nulla. Esigenza e Disagio erano tranquilli. Li incontrato, stavamo insieme eppure sembravano tranquilli, sopiti. Quando vuoi credere in qualcosa non c’è verso, ci riesci! Siamo i primi a illuderci, da soli. Siamo bravi a non dirci come stanno le cose, a mentirci di fronte all’evidenza delle cose. Ci raccontiamo, da soli, di essere a posto, appagati o almeno che, per il momento, va bene così. E’ evidente che cosa va bene e cosa va male, non è conosciuto.

Ecco perché aprire un blog è diventata la mia comfort zone: avevo bisogno di non pentirmi più e di dire le cose così come sono. Quel lavoro non mi apparteneva, non era mio. Non potevo non ascoltare Esigenza e Disagio, non potevo più nascondermi con la testa sotto la sabbia e sperare che prima o poi qualcuno mi avrebbe tirato fuori. Aprire un blog ha rappresentato per me, la risposta.

Perchè aprire un blog

L’antefatto è importante.

Senza quello non posso rispondere alla domanda. Perché aprire un blog? Perché impegnarsi così? Ormai avrai capito che il blog per me è stato una risposta; alla domanda delle domande, ho risposto che volevo un posto mio, in cui crescere. Un luogo in cui ritrovarmi, sperimentare, parlare e soprattutto imparare quello che potevo, intorno ad un tema: la scrittura. Come farlo? Con la pratica. Ho sempre scritto tanto e letto tanto ma questo non è bastato e non basterà a te. Sono corollari. Prima di aprire un blog è importante chiedersi perché lo si vuole fare e soprattutto essere capire bene che:

  1. è un impegno. Come ogni cosa, per farla bene, ci vuole impegno, costanza e capacità;
  2. è un orto da coltivare. Non può essere lasciato lì, un blog deve essere scritto e dietro ogni post è importante vi sia un pensiero dietro;
  3. non è solo scrittura ma anche tecnica. Fatto bene significa fatto bene, quindi studiare le tecniche di scrittura SEO (base), fare continue ricerche, conoscere i priori lettori e come cambiano, trovare un tono di voce adeguato al pubblico.

Chiare queste tre cose, si passa alla pratica:

  • dominio e host;
  • piattaforma;
  • tema del blog (acquistarne uno è la risposta, diciamo NO ai temi standard che rendono i blog tutti uguali);
  • studio dei temi (di cosa parlerai ai tuoi lettori? I tuoi argomenti sono già battuti oppure è un treno insolito?);
  • costruzione dell’alberatura (categorie, sottocategorie…);
  • azione, posizionamento, condivisione.

Dimentica l’elenco, non aver paura. La PASSIONE, prima di tutto la PASSIONE. Io ho avuto un angolo custode che mi ha aiutato ma lo studio e l’esperimento ha portato a tutto questo. No, la scrittura non basta. Aiuta ma non basta perché aprire un blog richiede tanto altro.

Te lo riscrivo:

La PASSIONE, prima di tutto la PASSIONE.

Cerca (e trova) la tua comfort zone

Sono trascorsi tre anni. Tre anni fa ho premuto play e iniziato un percorso di crescita che mi ha condotta fin qui. Lui, il blog, è la mia comfort zone: il luogo che mi accoglie come questa mattina che avevo qualcosa da dire. E’ il posto che mi apre la porta quando ho bisogno di sperimentare qualcosa di nuovo. Trovare un posto in cui ritornare fa stare bene, è fondamentale perché solo così Esigenza e Disagio trovano una risposta, anche solo il tempo di qualche riga.

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Content Specialist e specialista nel complicarmi i pensieri come solo le persone che gettano avanti il cuore in ogni cosa che fanno, sanno esserlo. Il Blog è il mio esercizio quotidiano per curare me stessa, per non perdermi, per essere sempre presente.

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