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Testi che parlano: quella volta in cui ho studiato il tono di voce (giusto!)

Testi che parlano: quella volta in cui ho studiato il tono di voce (giusto!)

29 marzo 2018837Views

Finalmente mi sono fermata. Ho raccolto le idee e gli spunti che ho trovato, ho riorganizzato gli appunti in calce al libro, ripreso in mano il testo ed eccomi pronta a scrivere di Testi che parlano. Il tono di voce nei testi aziendali, di Valentina Falcinelli, edito da Franco Cesati Editore.

Le mie giornate da copy iniziano molto presto. Battere i tasti è un suono romantico: sto costruendo qualcosa, scrivo e riga dopo riga, prende forma un testo, un’idea che ho in mente, un disegno preciso. Non è sempre stato così: la filosofia insegna a ragionare, a pensare oltre, varcare qual confine della banalità e della normalità ma non insegna a scrivere per il web. Poi scrivere per il web cosa significa: si scrive per passione, pur sempre per passione! Lavorare con la tastiera tra le mani, gli occhi puntati sul foglio bianco ha un non so che di unico, un privilegio accordato, concesso e vissuto ogni giorno.

Il libro giusto per la copy che è in me

Valentina Falcinelli, è una copywriter e nel 2009 ha fondato Pennamontata (se vi è sfuggito il sito per un motivo misterioso, perché sinceramente non so come facciate a stare senza, vi consiglio vivamente di visitarlo). Lei è una vera esperta in brand language per cui la parola d’ordine del libro non poteva essere che: chiarezza, nel pensiero prima e nella formulazione poi.

Testi che parlano parte da un assunto: ogni testo ha potenzialmente infinite personalità ed infiniti modi di essere “quel testo”. Detto in altre parole, esistono infiniti modi di dire le cose così come infiniti modi di scrivere cose! Ci sono quelli scritti bene, quelli scritti veramente bene, quelli che sono tutto sommato ok, quelli che potrebbero essere meglio ed infine ci sono i testi scritti male e quelli decisamente scritti male. Tutti però, chi più e chi meno, hanno qualcosa da dire intorno ad un argomento e parlano un determinato linguaggio. Ve lo dico per esperienza diretta: scrivere non è semplice. Scrivere presuppone tanta applicazione e tanto studio perché spesso non si scelgono gli argomenti da trattare, non si scelgono i prodotti da raccontare. Ed è qui che il gioco inizia: entrare nel cuore delle cose!

Per l’autrice ci sono 3 macrotemi importanti da affrontare, senza i quali… bhè meglio cambiare mestiere!

  1. ritmo;
  2. tono;
  3. punteggiatura.

Semplice? Naturale? Decisamente no anzi spesso i messaggi arrivano al lettore in modo ambiguo, distaccato, freddo, impersonale, senza trasporto. I Testi che parlano, invece, lo fanno sempre: sia che si tratti di design contemporaneo sia che si tratti di viti e bulloni, il tono di voce risulta essere molto.

il tono di voce non è quello che diciamo, ma è il come diciamo quello che vogliamo dire

Le cose che ho capito leggendo il libro sul tono di voce

Andiamo con ordine. Per punti. Come fa Valentina.

Come uno specchio

Il tono di voce rispecchia il brand e la cultura aziendale, come un camaleonte si adatta ai valori dell’azienda, ai prodotti che tratta, ai servizi che offre. Così come un avvocato parla un linguaggio consono alla sua professione e utilizza una particolare terminologia, così ogni anziana ha il suo vocabolario, il suo linguaggio con cui esprimersi.

Human! 

Come sentirsi più vicino al cliente? Il tono di voce avvicina, accarezza, incalza quando necessario e soprattutto coinvolge anche quando il clima diventa freddo!

 

Rapporto

Gli altri vanno convinti che il messaggio che state mandando è giusto, l’unico, ha delle ragioni inequivocabili, dei punti forti inattaccabili. Il giusto modo di dire le cose avvicina voi e la persona a cui state provando a comunicare. Questo vale sempre…!

La Falcinelli scrive: «il tono di voce gioca un ruolo importante nel brand positioning. I brand che riescono a trovare, e a usare, il giusto tono di voce danno subito al pubblico una chiara impressione di chi sono, cosa fanno e cosa li rende diversi dai concorrenti. Questo avviene perché il ToV dà forma a una personalità aziendale così chiara che ogni parola ne è riflesso».

Stress

Comunicare non è facile. Un testo perché è scritto? Per il lettore, certamente.  Ed allora perché capita così spesso che ciò che leggiamo non ci prende fino in fondo? Cosa ci spinge a lasciare la lettura di un libro a metà. Il tono di voce! «Il lettore, di fronte a un testo che sente distante da lui, si mette in automatico in uno stato di chiusura mentale – spiega – Sente crescere lo stress perché, riga dopo riga, ha l’impressione che l’azienda non stia parlando davvero a lui – a prescindere o meno dal fatto che gli dia del tu. Ha l’impressione che quel contenuto gli venga propinato, non proposto. Invece, quando incontra un testo scritto da un brand emozionale, un testo redatto davvero per lui, un testo chiaro, utile e che gli dimostri vicinanza allora, be’, allora è tutta un’altra storia».

Il libro è vero. Si legge chiaramente: Valentina ha fatto tanta esperienza, ha sviluppato un termometro delle emozioni e del tono di voce, ha disegnato un metodo. E’ un libro per tutti: non solo per chi scrive ma anche per chi legge.

Testi ne esistono ma trovare Testi che parlano, è decisamente raro. E’ per questo che da un post sul blog, alla descrizione di un prodotto sino ad una mail, trovare il giusto modo di dire le cose è sempre quell’equilibrio perfetto tra cose semplici e cose complesse, tra quel gusto di farsi capire e quel disgusto di abbandonare la pagina…

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Content Specialist e specialista nel complicarmi i pensieri come solo le persone che gettano avanti il cuore in ogni cosa che fanno, sanno esserlo. Il Blog è il mio esercizio quotidiano per curare me stessa, per non perdermi, per essere sempre presente.

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