27 gennaio, il giorno della memoria

Il 27 gennaio di ogni anno ricorre il Giorno della memoria, una ricorrenza che assume il valore inestimabile della memoria e il significato profondo del ricordo. Commemorare le vittime dell’Olocausto diventa OGGI fondamentale a causa di una nuova intolleranza che dilaga è inquina le società. Il 27 gennaio dunque, si celebra il ricordo delle vittime della deriva nazista della prima metà del novecento. Gli scorsi anni ve ne ho parlato proprio qui sul blog. Era il 2017 e il 2018 quando ho provato a mettere in fila i pensieri. Quest’anno metto insieme fonti e spunti per continuare a parlare perché tutto questo non può cadere nell’oblio. 

I libri in ricordo del 27 gennaio

Erano gli ultimi giorni di gennaio quando vennero aperti i campi di concentramento e il mondo non poté più fare a meno di guardare la barbarie umana, il degrado di ogni pensiero. Nei campi di concentramento la brutale sofferenza era l’unica alternativa alla morte. Nel 2018 è stato pubblicato La distruzione degli Ebrei d’Europa di Raul Hilberg, un racconto che comincia nel 1948. Il libro si basa su un’enorme mole di documentazione, fonti nazziste che permettono all’autore di guardare in faccia alla morte e di raccontarla. La storia ha dell’incredibile, dell’impossibile. Eppure è storia.

Figli di Nazisti è il saggio di Tania Crasnianski, che mette insieme 8 storie di vita dei figli di uomini fedelissimi di Hitler, nati tra il 1927 e il 1944. Conosciuta la miseria, la figlia di Himmler, ha dedicato la propria vita alla riabilitazione della figura paterna; il figlio di Höss, è diventato un fiero negazionista; Rolf Mengele, ha deciso di cambiare il proprio cognome per non tramandare ai figli la vergogna. Le regole della vita di Janusz Korczak, invece, è la testimonianza di un pedagogo polacco morto con i suoi allievi; e poi vi è la testimonianza di Tedeusz Pankiewicz, autore de Il farmacista del ghetto di Cracovia, una delle ultime opere scritte dalle vittime dalla Shoah. Il farmacista contro ogni logica di sopravvivenza, decide di rimanere e di tenere aperta la sua bottega, nonostante la morte bussasse spesso alla sua porta. 

L’Orsetto di Fred è il tentativo, ben riuscito, di far partecipare al ricordo di questa pagina nera della nostra storia anche chi e nato nel duemila. Il testo scritto da Iris Argaman con le illustrazioni di Avi Ofer racconta la storia di Fred, ebreo olandese che fu costretto alla clandestinità. la storia è raccontata da Orsetto che lo accompagna in tutte le sue peregrinazioni, finchè non lo ha donato allo Yad Vashem, il Museo dell’olocausto di Gerusalemme, dove è ancora custodito.

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