Come studiare da autodidatta

Come studiare da autodidatta

Diciamo subito una verità: studiare da autodidatta non è semplice. Per niente. La guida di qualcuno, per certi aspetti, si rivela fondamentale quando si vuole apprendere qualcosa di nuovo per altri, invece, è quell “in più” che non fa la differenza. Nel post che riguardava come studiare filosofia da autodidatta, ho parlato di alcuni piccoli grandi trucchi che aiutano ad apprendere una materia – la filosofia – tanto complessa quanto affascinante; tuttavia, che credo imparare qualcosa senza l’aiuto di nessuno sia “un affare” complesso comunque lo si pensi. Dunque, come studiare da autodidatta? Cosa fare e cosa non fare assolutamente per raggiungere l’obiettivo di imparare qualcosa senza l’aiuto di nessuno? 

Studiare da autodidatta

Facciamo un passo indietro. L’autodidatta è colui che, a differenza di uno studente, non è seguito da nessuno, decide di imparare da sé una disciplina, un’arte oppure un mestiere senza l’ausilio di un maestro. Il solo scopo di questa persona è ampliare la propria cultura autonomamente, svincolato da qualsiasi costrizione. Uno studente, invece, studia le materie tra i banchi di scuola ed è costantemente la presenza di un maestro oppure di un insegnante, una figura che spiega e che dà dei compiti da eseguire.

Ho preparato per te una guida. Passo passo ti mostrerò come fare con qualche trucco in più che possa aiutarti in questo compito così gravoso. Una premessa, non dimenticare le tre C:

  • Concentrazione 
  • Costanza
  • Calendario
Come studiare da autodidatta
Come studiare da autodidatta

I programmi

Il primo passo di colui o colei che decide di studiare da autodidatta è avere un programma stabilito o meglio I programmi. Hai bisogno di due programmi: uno che riguardi il percorso di studi che devi compiere e l’altro è l’organizzazione (step by step, giorno dopo giorno) che dovrai seguire per non perdere tempo ed imparare a vuoto. Nel primo caso una soluzione semplice è prendere come modello il programma di studi scolastico e/o universitario in questo modo si ha una scaletta dei temi da seguire e quindi è possibile, in modo semplice, reperire anche i libri di testi, le informazioni e gli approfondimenti per completare lo studio. In alternativa si possono seguire gli indici dei manuali. Ad esempio se il nostro scopo è imparare la filosofia contemporanea quale migliore programma dell’indice del manuale di testo? E così via. 

L’organizzazione del tempo

Quando si decide di intraprendere un percorso di studi da autodidatta è molto importante avere cognizione precisa del tempo che si spende. Uno strumento indispensabile è il planner settimanale, uno strumento che giorno dopo giorno tracci l’impegno profuso ed indichi le indisponibilità e gli orari dedicati e non dedicati a questa attività. Spesso, infatti, lo studio da autodidatta è scelto da chi lavora, ha una vita impegnata e deve combaciare più impegni, più esigenze e non riesce a dedicare tutti i giorni lo stesso tempo a questo proposito molto importante. Ecco che avere un planner aiuta moltissimo perché permette di avere una panoramica complessiva dalla settimana con tutti gli impegni e le ore che è possibile dedicare allo studio. Altro motivo per cui mantenere un calendario di studio è fondamentale ha a che fare con la costanza. Studiare tutti i giorni, anche se poco, aiuta a non perdere il ritmo, a non impigrirsi e perché no, a non dimenticare quanto sia bello studiare da autodidatta. 

Di seguito ti lascio un modello completamente personalizzabile che puoi scaricare come e quante volte vuoi. 

Come studiare da autodidatta | week planner

Il metodo di studio

Sono sempre restia a condividere una meta di studio perché credo che soprattutto quando si decide di studiare da autodidatta, sia moto importante costruirsene uno totalmente proprio che si adatti perfettamente alle proprie esigenze. Ma come costruire un metodo di studio proprio? Forse su questo aspetto posso dirti qualcosa di più. 

Nel corso dei miei studi ho sperimentato parecchi modi per studiare in modo efficace con l’unico scopo di immagazzinare bene (e per sempre!) tutte le informazioni che leggevo. Credo che le prime domande a cui si debba rispondere per trovare un metodo di studio proprio siano: 

  • lettura ad alta voce oppure no? 
  • appuntare le informazioni più importanti, sì o no?
  • scrivere su un taccuino a parte oppure a margine del libro? 
  • riassunto dell’argomento, sì o no? 
  • ripetere al termine di ogni capitolo sì, o no? 
  • ….

Sono curiosa delle tue risposte. Rispondi alle domande qui*.

Come studiare da autodidatta | rispondi alle domande

Se è vero, dunque, che non esiste un metodo di studio  ma che un metodo di studio lo si costruisce con l’esperienza e passo dopo passo, è altrettanto vero che sottolineare i concetti che si ritengono più importanti e appuntarsi delle note a margine è una soluzione semplice e poco dispendiosa soprattutto se si tratta, come n questo caso, di uno studio da autodidatta e quindi potenzialmente non continuativo. 

Come studiare da autodidatta

Decisione e motivazione devono essere, in assoluto, i due mantra che devono accompagnarti in tutto il percorso di studi. Senza questa coppia studiare da autodidatta può essere davvero difficile e il proposito un enorme buco nell’acqua. Per il mio lavoro, ad esempio, ho studio e studio costantemente da autodidatta. Come fare e come riuscire a non mollare è solo una questione di motivazione che a volte si traduce in uno sforzo davvero importante che tuttavia si rivela indispensabile. In termini di metodo sono una che programma, appunta, sottolinea, colora, pensa e ripete. Insomma non lascio nulla aò caso soprattutto perché la costanza non è sempre mia amica. 

Qual è invece il tuo metodo di studi? Raccontamelo.

*Il questionario è stato sviluppato con Google Form. Le risposte verranno condivise in modo assolutamente anonimo e servono a puro scopo statistico. 

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