La parola del 2020: mancanza. popFilosofia.it

La parola del 2020: Mancanza

Ultimo giorno dell’anno. Che magia viverlo! Forse più della gioia che regala il primo giorno dell’anno, sempre troppo carico di cose! Tra speranze, buoni propositi disattesi e futuri, piccoli rimpianti e desideri giganti, la parola del 2020 non potrà essere una promessa, non un auspicio ma una consapevolezza sì; forte e determinata, urla se ha bisogno di farsi sentire, è in silenzio quando sa che nel cuore si sente già la sua eco. E’ La Mancanza e tutti i suoi derivati. 

Perché la parola del 2020 è mancanza? Vengo subito al punto. Poche righe per spiegartene la potenza. Mancanza deriva dal latino MANCUS, monco, imperfetto. Nella sua etimologia riprende il concetto del non esserci del tutto o del non esserci per niente – dunque “manca” – e qualcuno che è privo, pare, non ne possa fare a meno. La mancanza ha un privilegio enorme: essere nello stesso tempo la più grande ricchezza e il più grande dolore. 

La mancanza come privilegio

Credo che la mancanza sia la prima forma di ricchezza perché priva di ovvietà. Chi potrebbe mai pensare che la mancanza di qualcuno o qualcosa possa essere un privilegio? Questo sentimento così nobile viene sempre associato alle lacrime. Ad esempio, se qualcosa ti manca sei triste e se sei triste non sorridi! Soffriamo della mancanza dell’amato, della famiglia e delle amicizie (spesso questo accade se siamo fisicamente lontani), delle abitudini che abbiamo dovuto cambiare, di un cane e/o di un gatto, di un ambiente, la casa che abbiamo dovuto lasciare, una persona che è venuta a mancare: insomma, manca ciò che non abbiamo più e troppo spesso tutto questo viene vissuto come un lutto, un momento duro, difficile e associato, quindi, a qualcosa di profondamente negativo.

Il tema del lutto e del dolore è tipico di questa nostra umanità, sempre attenta al dramma proprio e degli altri e sempre troppo poco incline alla gioia. Con queste ultime parole non ti sto certamente dicendo che i drammi non esistono e che non vi siano al momento molti motivi per cui essere tristi; tuttavia, il dramma è la naturale inclinazione appena all’orizzonte compare qualcosa che assume sembianze negative. 

Il punto di svolta avviene quando preferiamo accogliere la mancanza come un privilegio piuttosto che come un danno. Cambia tutto. Si trasforma. Si perdono le solite coordinate e se ne trovano delle altre che impongono una nuova visione delle cose. ti spiego perché. La logica porterebbe a dire che se qualcosa/qualcuno “manca” allora è certo che: 

  • è qualcosa/qualcuno di importante per noi
  • è qualcosa/qualcuno di cui stiamo provando a fare a meno ma senza risultati
  • è qualcosa/qualcuno che desideriamo ardentemente ogni giorno ed ogni giorno ci scontriamo con la sua mancanza. 

Se qualcosa manca, dunque, vuol dire che in un tempo passato ne siamo stati “pieni”, “colmi” e se oggi manca bhè, la ricchezza è doppia. 

Ho sperimentato e sperimento La Mancanza. Lei, ricolma e affascinante, la immagino al femminile con lunghi capelli al vento, rigogliosa e florida, vestita sempre di una luce nuova. Per me La Mancanza non potrebbe avere sembianze diverse perché ogni giorno, ogni sacrosanto giorno mi manca qualcosa. Con il tempo La Mancanza si siede e si assopisce. Poi capita che, rivivendo persone, tratti, storie, ambienti, si rialzi e bussi inesorabile alla porta per ricordare quanto sono stata “piena” di cose, persone, ambienti, storie e di quanto ora ne senta la mancanza. 

Il Ricordo

Ho scelto che la mia parola del 2020 sia Mancanza per celebrare un sentimento che mi è appartenuto al negativo per troppo tempo. Volgengo lo sguardo ne ho compreso la forza motrice e la potenza. Se qualcosa manca allora – in alcuni casi – puoi ritornare a riabbracciarla e a comprendere (nel vero senso della parola!) tutta la sua potenza. In altri casi se qualcosa manca corre in aiuto il ricordo. Lui ha bisogno che in un tempo passato siano state vissute emozioni, passioni, sentimenti e siano stati registrati odori, abbracci, sguardi e che si conservi tutto con assoluta dedizione. 

Non voglio illudermi ed illuderti: la mancanza non è sempre un sentimento positivo. Lo si associa al dolore per una persona scomparsa, a qualcosa che se solo si avesse avuta…, se solo la si potesse ancora avere…, se solo… Motivi per cui la mancanza è spesso associata al rimpianto.

La mancanza come parola del 2020 non è negativa

Il senso della parola che ho scelto per il 2020 invita a volgere lo sguardo al positivo, ad illuminare il prossimo anno con il tripudio di luci della speranza e del desiderio consapevole. Invita a dire che se qualcosa manca in qualche modo posso recuperarla ri-tornando a dove ero prima oppure rivivendola con il ricordo, un ri-torno al cuore funesto e meraviglioso (ricordo deriva dal latino cor, cordis – cuore – dunque ri-torno al cuore). La Mancanza scuote la mante, rinvigorisce il cuore ed invita a pensare che se qualcosa manca vuol dire che un tempo abbiamo goduto della pienezza e della gioia profonda che ora, in un modo o nell’altro, siamo chiamati a recuperare. 

Buon anno.

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