Manuale per ragazze di successo, Paolo Cognetti

Il Manuale per ragazze di successo di Paolo Cognetti è composto da sette racconti, uno separato dall’altro: niente punti di contatto, legami, questioni comuni. Quello che credo accomuni tutti sia la penna dell’autore. Quando si parla di racconti non è scontato. Non diamo per scontato che la caratterizzazione dei personaggi, il loro essere unici e protagonisti di un racconto, sia sempre davvero coerente e omogeneo. Ecco che Cognetti ci riesce, restituendoci punti di vista femminili realistici, storie e ambientazioni nelle quali è un “piacere starci” nonostante le vite dei protagonisti siano così piene di senso. 

I temi del libro di Cognetti

Il libro scorre via, pagina dopo pagina e racconto dopo racconto. Se ci si sofferma un po’ si legge, tra le righe, lo sconcerto, a tratti veritiero, di piccole donne che crescono nonostante le crisi, le scelte e in problemi in una Milano che madre e matrigna insieme. Questi ultimi quattro concetti sono i temi che ho isolato e credo siano per te la giusta chiave di lettura.

La crisi

Le ragazze di cui racconta Cognetti sono giovani donne in un momento di passaggio, il luogo della vita che ognuno di noi che vive a pieno più volte nell’arco della propria esistenza. Il passaggio comporta una crisi che all’apparenza sembra indistruttibile, vivace, piena di conflitto eppure svolge solo il proprio ruolo: “accende” il momento della scelta, della decisione ( dal greco krisis). E’ qui che comincia il percorso catartico sul quale Cognetti costruisce le storie. Senza di esso la vita delle ragazze continuerebbe priva di particolari sconvolgimenti, statica e negativa, ferma e senz’anima. La crisi porta le ragazze e le loro vite sul piano dinamico perché determina una situazione di rottura che sposta completamente il piano del racconto. 

Manuale per ragazze di successo, Paolo Cognetti

Le scelte

Se il tempo della crisi combacia inevitabilmente con il tempo delle scelte e delle decisioni “nuove”, come sono queste le nuove dimensioni che assumono le protagoniste? Come ogni scelta non vi è mai una giusta o una sbagliata. In un libro il punto di vista dell’autore emerge in modo a volte incontrollato ma non è questo il caso. Nel Manuale per ragazze di successo di Paolo Cognetti non vi sono scelte corrette e scelte sbagliate. Il punto di vista privilegiato è il coraggio di cambiare, nonostante tutto (le scelte, appunto). In questo vi è tutta la forza del racconto che, a differenza del romanzo, segue un filo non sempre tracciato e quindi mai scontato. Pagina dopo pagina si può solo immaginare cosa accade ai protagonisti e se a questo aggiungiamo la capacità di Cognetti di trattare i “Problemi”, abbiamo una combinazione unica che rende il libro molto particolare.

Niente rimorsi: io sto bene da sola, lo sono sempre stata. Ho un cervello, un corpo in forma, un talento: sono il fulgido esempio di una nuova generazione di donne al potere. Basta con l’immaturità sentimentale delle nostre sorelle maggiori, malate di eterna adolescenza; basta con l’autolesionismo da lesbica in carriera. Siamo cresciute negli anni Novanta, noi, coscientemente adulte e istintivamente femminili, sobrie nel vestire, ironiche e autoironiche. Da piccole abbiamo visto la pubblicità progresso, e ora, da grandi, diffidiamo dei rapposrti occasionali. Siamo monogame e realizzate, sappiamo amare, lavorare, cucinare. Siamo il Modello Femminile Dominante, la fine del dibattito sulla condizione della donna.
Avrò un figlio, mi ripeto.
Ventisei anni sono troppi per una ragazza madre?

Manuale per ragazze di successo di Paolo Cognetti.
Manuale per ragazze di successo, Paolo Cognetti
Manuale per ragazze di successo, Paolo Cognetti

I problemi

Cognetti è abile a trattare certi problemi e a rendere in modo realistico situazioni interiori di confusione e sofferenza. Le sue Ragazze sono in preda alla disperazione emotiva, non sanno cosa fare, si arrovellano, sono piccole donne con grandi punti interrogativi e sfide; eppure sono ragazze lucide che, nonostante la realtà a tratti desolante delle loro storie, lasciano sempre uno spazio per la speranza di fare meglio, di essere qualcosa di migliore per se stessi e per gli altri.

[TRA PARENTESI]

Sul tema dell’emotività ti consiglio di leggere I cinque segni dell’immaturità emotiva, questo articolo sul perché abbiamo bisogno di essere ascoltati e quest’ultimo che spiega come e perché riparare le relazioni che si rompono.

Se penso a mio figlio e a come sarà, lo immagino femmina. Mi chiedo quello che le darò, una stanza dei giochi tutta per noi invece che aria buona da respirare, una tutina rosa al posto di un padre, amore e regole. Se lo vorrà sarà una ballerina, e se no, se vorrà essere un maschio, le taglierò i capelli e le insegnerò a essere stupida, debole, volgare. Non avrà la televisione almeno fino a dieci anni. Poi non potrò fare più niente per lei.

Manuale per ragazze di successo di Paolo Cognetti.

Milano, un’opportunità terribile

Scusa l’ossimoro, ma credo sia funzionale. I problemi invadono, dunque, anche le vie di Milano, la città in cui sono ambienti i racconti. La città è quel covo di opportunità che è ancora oggi – soprattutto agli occhi di chi la garda da lontano come la grande metropoli, immensa culla di cultura e molti di essere differenti, la città europea che ti porta in luoghi conosciuti e sconosciti insieme. Milano è vantaggio e trappola perché divora chi non le sa stare dietro, chi è sempre un passo indietro rispetto ai suoi continui mutamenti. Nei racconti, la città corre. Sempre. Correre via nelle strade grandissime, negli spazi enormi. In qualche caso le scene si svolgono nei non luoghi di Marc Augè – penso agli autogrill di Orientarsi con le stelle o gli aeroporti in La ragazza che sei stata; questi assumono una funzione simbolica soprattuto se si guarda alle vie che percorrono gli altri rispetto alle vie che percorrono i protagonisti. Se le prime sembrano muovere e le persone evolvere, le secondo sono sospese in un tempo a tratti non reale, che richiede continuamente lo sforzo di pensarsi diversamente, essere diversamente, vivere diversamente.

Le Ragazze di successo di Paolo Cognetti

Credo che il titolo sia abbastanza provocatorio soprattutto se lo si legge in relazione al tempo in cui sono scritte le storie. I racconti fanno riferiemnto ad un tempo non troppo lontano dal 2020 ma neppure troppo vicino. In questi anni coloro che oggi sono già ultra trentenni, hanno “cozzato” con la realtà in quanto tale quella diametralmente opposta alla realtà vissuta dalla generazione precedente. Se prima (negli anni ’70 e ’80) era tutto possibile, tutto ancora da scrivere, le ragazze e i ragazzi di questa generazione hanno dovuto inevitabilmente prendere coscienza che è il destino a prendere il sopravvento. E questo in Cognetti è assolutamente rilevante.

«Hai due dadi, Eventi Strani ed Eventi normali», quante possibilità hai per essere felice?

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