Parigi in quattro giorni

Avevo bisogno di un po’ di calma per scrivere di Parigi. E la calma è arrivata solo domenica pomeriggio. La città francese più bella del mondo mi ha dato una carica enorme nonostante gli infiniti passi percorsi e i chilometri accumulati. Sono tornata energica: dentro. Dunque è scorsa via una settimana di impegni e calendario fitto, un insieme di cose/persone/eventi che mi hanno distratta e dunque eccomi a scrivere solo oggi.

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La mia prima volta a Parigi.

Sognavo Parigi da un po’. Luci, colori, sapori, arte, cultura, letteratura. Per chi come è cresciuto a pane e Maupassant, Hugo e Descartes, Proust, Flaubert, Valéry e Pennac andare a Parigi era l’essenziale. Ed allora ecco che all’occasione giusta – con altre due persone – abbiamo preso un aereo direzione aeroporto di Parigi Charles de Gaulle.

Se il tuo desiderio è andare a Parigi ma hai pochi giorni, nessun problema: non c’è ottimo programma che non abbia permesso ad un gruppo di persone (o in solitaria) di vedere una delle città più belle del mondo. ALT! È necessario però fare una premessa: pochi giorni non ti basteranno a completare la visita della città e questo post su cosa vedere a Parigi in quattro giorni riserva già la lista di cosa vedere la prossima volta. Incredibile? Forse no. Parigi conta quasi 2milioni e mezzo di abitanti e si dipana in 20 arrondissmant (circoscrizioni metropolitane) che restituiscono l’idea delle sue dimensioni mastodontiche; a questi si aggiungono ben 14 linee del Métro. È enorme come enormi sono le potenzialità della città che regala ad ogni angolo, scorci pazzeschi e spunti di attrazione diversi.

Parigi, giorno 1: Tour Eiffel, II Arrondissmant e Champs-Élysées

I nostri quattro giorni a Parigi sono iniziati da due aeroporti differenti quindi posso restituirti due esperienze entrambe positive. Primo volo Napoli Capodichino – aeroporto di Parigi Charles de Gaulle con Air France e secondo volo Venezia Marco Polo – aeroporto di Parigi Charles de Gaulle con Vueling. Siamo partiti all’alba così da atterrare tutti (quasi in contemporanea alle 8.30). Una scelta perfetta nonostante le poche ore di sonno perché questo ci ha permesso di arrivare in centro e goderci la città sin da subito.

NOTA: l’aeroporto di Parigi Charles de Gaulle è davvero immenso quindi è molto importante – per non rischiare di avere un brutto impatto con la città – seguire subito le indicazioni che portano alla RER, la rete ferroviaria che in un’ora ti porta in città. Il biglietto costa 10€ ed è acquistabile nelle biglietterie automatiche disposte in Aeroporto.

Come prima tappa abbiamo raggiunto il nostro albergo senza rinunciare alla prima colazione parigina in uno dei tantissimi Café dispiegati nel secondo Arrondissemant. Abbiamo subito capito che il caffè di Parigi non era buono, che dovevamo cercare un croissant migliore e che avremo allenato le gambe e la vista, date le innumerevoli cose da vedere ad ogni angolo della città.

Dormire a Parigi

Dunque l’albergo. Le Cléry, 13 boulevard de Bonne Nouvelle. Il prezzo favorevole su Booking e una posizione vantaggiosa ci hanno spinto ad optare per questa soluzione. Inutile dirvi che Parigi è una metropoli europea e i prezzi per dormire si aggirano sui 70€/100€. È molto importante tenere presente la posizione. La metro più vicina era a quattro passi (non scherzo!) e ci portava in ogni parte della città in una manciata di minuti; inoltre boulevard de Bonne Nouvelle è pienissimo di Bistrot, Boulangerie, ristoranti, cinema, teatri ed è molto frequentato. L’hotel di per sé non era il massimo ma siamo stati fortunati. In tre abbiamo alloggiato in due camere comunicanti ma separate (per la privacy di tutti) con due bagni all’ultimo piano dal quale abbiamo goduto di una vista pazzesca!

Posati i bagagli a mano che avevamo portato con noi ci siamo tuffati a capofitto nella città.

Tour Eiffel: la prima cartolina della città

Come prima tappa abbiamo scelto la Tour Eiffel, uno dei simboli della città che abbiamo raggiunto rigorosamente a piedi per goderci davvero ogni angolo nascosto della città. Prima di avvicinarci all’area che costeggia la Torre abbiamo fatto il nostro primo pranzo in città: una tappa veloce in una delle boulangerie della zona.

La torre – mastodontica – si trova nella parte occidentale VII arrondissement all’estremità nord-occidentale dello Champ de Mars. Finché non si sale in cima non ci si rende conto di tutto quello che c’è intorno: avenue Gustave Eiffel, avenue de la Bourdonnais, avenue de Suffren e infine la trafficata Quai Brandly (che sfocia nel Pont d’Iéna, sulla Senna). In questo rettangolo di strade enormi si erge la Tour Eiffel ai cui piedi si trova un parco le cui strade sono completamente chiuse al traffico e aperte al solo transito pedonale.

Per accedere alla Torre è necessario passare ben due metal detector, utilissimi per la sicurezza. Quest’anno ricorrono i 130 anni dalla sua costruzione e per i parigini e i francesi tutti questo avvenimento è davvero molto importante. Prima di partire abbiamo prenotato la visita alla Tour Eiffel per salire fino alla punta senza dover fare la fila per acquistare il biglietto. Qui puoi trovare tutte le informazioni.

Terminata la visita, non rinunciare ad una passeggiata lungo Champ de Mars e circa a metà strada fermati per fare una delle foto più belle che probabilmente farai nella tua vita. Abbiamo visitato prima di tutto Parigi su Instagram e ti assicuro che vedere la Torre da questo viale enorme è un must e tu non puoi esimerti.

NOTA: salire o non salire sulla Tour Eiffel. Nel gruppo sono stata una delle fautrici del “sì”, “ovviamente sì”, “non stiamo neppure a discuterne” ma potendo riscegliere, forse, con così pochi giorni a disposizione per visitare la città non lo avrei rifatto. Insomma è una scelta. Un dato di fatto è la prenotazione. Senza si perde davvero tanto tempo perché per salire e scendere con gli ascensori si perde un po’ di tempo: le file sono enormi e sgomitare per risultare i primi non è sempre semplici. Risultato: NI, valuta bene!

Arrivare alla Tour Eiffel a piedi ci ha permesso di percorrere gran parte della Senna, il fiume che attraversa tutta la città. La vista è davvero molto suggestiva. I colori particolari in una giornata tutto sommato non splendida ci hanno dato un benvenuto pazzesco.

Champs-Élysées: il tramonto sotto l’Arc du Triomphe

La seconda tappa della giornata sono stati gli Champs-Élysées. Prima di arrivare siamo tornati in hotel perché, per la sera, avevamo prenotato a Le Lidò, uno dei locali più importanti della città a tema bourlesque (ma di dove mangiare e le nostre sere a Parigi ne parleremo altrove!). Dunque, con i nostri vestiti luoghi, lustrini e paillette abbiamo passeggiato lungo quello che è uno dei viali alberati più belli del mondo; super frequentato anche di giovedì con ristoranti e locali animati durante tutta la giornata.

Il nostro primo giorno a Parigi si è chiuso così: con una splendida prima cartolina della città.

Abbiamo bisogno di bellezza. Ogni tanto. Poca, prima che l’abitudine prenda il sopravvento.
Sei luce. E risplendi”.

Sul mio profilo Instagram ho raccontato di Parigi per immagini.

Parigi, giorno 2: Louvre e Montmartre

Il nostro secondo giorno a Parigi inizia con una colazione spettacolare che ci da una carica pazzesca per raggiungere il Museo del Louvre.

NOTA: nel tuo prossimo viaggio a Parigi la visita ad uno dei musei più importanti del mondo non può mancare tuttavia vedere tutto il museo del Louvre impegna davvero tanto tempo. Non uno da ben due giorni o forse anche di più. Noi ci siamo fatti guidare dalla mappa che è a disposizione dei visitatori gratuitamente all’ufficio informazioni.

Il Louvre

Grande dentro e grandissimo fuori. Il Museo del Louvre si trova sulla rive droite, nel I arrondissement, tra la Senna e Rue de Rivoli. Dove siamo è importante per orientarsi nella zona e non perdersi tra i meandri del palazzo. Dunque facciamo ordine: l’accesso principale al museo è la Hall Napoléon sotto la piramide di vetro: è qui che si trovano le biglietterie e gli accessi alle tre ali del museo. Questo non è l’unico modo per raggiungere il museo: vi si può arrivare direttamente dalla metropolitana (la fermata Palais Royal – Musée du Louvre porta alla zona commerciale sotterranea) oppure il passage Richelieu da rue de Rivoli, la porte des Lions che dà sul quai François Mitterrand e quello del jardin du Carrousel, la nostra scelta (inconsapevole!).

Anche in questo caso abbiamo prenotato la visita (qui puoi prenotare il biglietto). In questo modo abbiamo evitato le file. Ti consiglio di andare presto così da fare la visita quando ancora la calca di persone è minima. Passati i controlli di sicurezza, ecco la hall: un mastodontico rettangolo dal quale si accede alle tre ali del museo. Goditi questa meraviglia. Abbiamo seguito un percorso storico: dalla Venere di Milo, alla Nike di Samotracia, dalle statue greche e romane alla meraviglia della scultura italiana del 700. E poi i corridoi immensi dedicati alla pittura internazionale. La Venere delle Rocce di Leonardo, La libertà che guida i popoli, La zattera della Medusa, Il giuramento degli Orazi, L’incoronazione di Napoleone. Una lista brevissima di tutte le opere ma che rende l’idea della portata dell’arte e della cultura che vi è in queste stanze.

“Abbiamo bisogno di sentire di appartenere. Essere tutt’uno e attraversare epoche e disegni e desideri per guardare il bello dalla finestra di fronte”.
Ho raccontato Parigi per immagini sul mio profilo Instagram.

Il quartiere di Montmartre

Con poche fermate di metro siamo arrivati a Pigalle una delle zone principali del quartiere Montmartre. Se tutto quello che abbiamo visto nel primo giorno e mezzo sembrava davvero appartenere alla stessa città è arrivati a Montmartre (altra tappa del nostro viaggio a Parigi in quattro giorni) che abbiamo avuto la sensazione di essere altrove. La collina del quartiere è ricca di angoli, posticini particolari, colore, profumi, odori che ricordano davvero la città di un tempo. Primo esempio è il Moulin Rouge: mastodontico e immediatamente sulla strada. A salire troverai la strada che lo costeggia porta nel cuore di Montmartre, un tempo tempio degli artisti e ricettacolo di tanta bella musica, letteratura ed arte in generale. Perditi nelle sue stradine, entra nei mille negozi che si aprono sulla strada. Stai attento al traffico: qui Parigi si veste della città di provincia frettolosa e indaffarata. Scordati le strade grandi e le viste immense: qui sei Altrove.

Montmatre è in salita. Tutte le guide lo sottolineano ed io te lo posso confermare. Ma come ogni cosa dopo la fatica c’è la meraviglia. La strada degli artisti – Rue Lepic – a cui arriverai tra mille stradine e scorci meravigliosi, ti ripagherà di tutto. È qui che trovi i pittori, i ritrattisti, i musicisti, in un connubio di note e colori che restituiscono davvero l’atmosfera di un tempo. Fermati in uno dei mille cafè e goditi l’atmosfera magica. Tra coloro che l’hanno frequentata basti ricordare Renoir, Picasso, Toulouse-Lautrec e soprattutto Suzanne Valadon e Maurice Utrillo che hanno incarnato al meglio lo spirito del quartiere.

La basilica de le Sacré Coeur

Parigi immensa si stendeva ai suoi piedi, una Parigi limpida e leggera nella chiarità di una sera di primavera precoce. Il mare senza fine dei tetti si stagliava con così singolare nettezza che si sarebbero potuti contare i camini e i trattini neri delle finestre, a milioni. Nell’aria calma i monumenti sembravano navi alla fonda, una squadra fermata nel suo cammino le cui alte alberature brillavano nell’addio del sole.

E. Zola, Paris.

Queste sono le parole che Emile Zola utilizza per descrivere la Basilica del Sacro Cuore che si erge nel quartiere di Montmartre. L’edificio mastodontico è stato costruito con fondi esclusivamente privati nel luogo in cui iniziarono i moti che poi portarono alla Rivoluzione Francese. Ci sono due modi per accedervi: dalla parte superiore, da Rue Lepic per intenderci oppure dai sui 300 scalini ripidi e stretti che dalla parte bassa del quartiere vi portano fino in alto. Grazie alla sua posizione, alta e centrale, è possibile vederla da ogni parte della città.

Il secondo dei quattro giorni a Parigi ci ha stancato un po’. Montmartre ci ha rapito e il Louvre ci ha estasiati ma abbiamo macinato molti chilometri ed è così che il nostro venerdì sera si è concluso con una cena a Bonne Nouvelle nel quartiere in cui alloggiavamo.

NOTA: non preoccuparti perché a Parigi non avrai MAI fame. I cafè, le boulangerie e i bistrot, ricchi di leccornie dolci e salate, sono aperti dall’alba alla sera tardi.

Parigi, giorno 3: Le Isole, il Quartiere Latino, le Galeries Lafayette e la città di sera

Il terzo giorno a Parigi inizia con una promessa. Vedere Notre Dame. Dopo una colazione dolcissima a base di baguette e marmellata, abbiamo fatto tappa nel quartiere Le Isole. È qui che abbiamo visto la cattedrale di Notre Dame vestita di un colore diverso. Dopo l’incendio dello scorso aprile che ha distrutto le guglie e il tetto, evidentemente la cartolina non è più la stessa. Il ponte adiacente restituisce un’immagine di fronte della cattedrale così com’è eppure qualcosa è cambiato. Basta voltarsi e le coperture di plastica dura ricoprono uno dei simboli di tutta la città. Abbiamo comunque fatto una foto dato che gli interni sono inagibili.

Appena al lato di Notre Dame si affaccia la libreria Shakespeare & Co, una delle librerie storiche di tutto il mondo. Qui devi fermarti. Segna questo indirizzo, 37 Rue de la Bucherie, e questi orari dal luned’ al venerdì dalle 10.00 alle 23.00 e il sabato e domenica dalle 11.00 alle 23.00. Ho deciso di dedicare alla libreria un post a parte.

Il quartiere Latino

Hemingway adorava il quartiere Latino, tappa del nostro viaggio a Parigi in quattro giorni. Percorri tutte le strade, perditi nei meandri dei piccoli banchi di frutta, verdura, carne e pesce, molti dei quali biologici. È un rigoglio di colori, suoni e sapori, una zona molto bella ricca di bistrot e cafè in cui consumare un pasto veloce.

Stesso discorso fatto per Montmartre: accedere al quartiere Latino significa andare in un’altra Parigi. Le botteghe e i mercati restituiscono una dimensione piccola me nello stesso tempo molto curata della città, un luogo ameno in cui passeggiare (Flâner per dirla alla francese!) tra mille attrazioni. È qui, infatti, che potrai visitare la Sorbona, la più prestigiosa università del mondo; centro di una grande vivacità intellettuale, ha accolto le menti illustri del teologo Calvino, del filosofo e scrittore Jean-Paul Sartre, dell’antropologo Claude Lévi-Strauss, e dei premi nobel per la fisica Marie e Pierre Curie e Henri Bergson. Oltre la Sorbona, non dimenticare il Pantheon, il tempio laico in cui sono ospitate le spoglie dei grandi di Francia e la Chiesa di Saint-Etienne-du-Mont, che ospita le tombe di Blaise Pascal, Racine e Santa Genoveffa, patrona della città. Non perderti la casa in cui Joice completò l’Ulisse e la casa in cui soggiornò Hemingway.

Le Galeries Lafayette

Con due ragazze nel gruppo una delle tappe non poteva che essere il tempio dello Shopping. I grandi magazzini Galeries Lafayette sono il secondo sito più visitato della capitale francese dopo il Louvre (incredibile ma vero) e il centro commerciale più grande d’Europa. La cupola neo-bizantina, costruita nel 1912, riflette l’equilibrio perfetto tra tradizione e modernità, punto focale sin dalla sua apertura nel 1894.

Premetto che noi abbiamo visitato SOLO uno dei tre 3 diversi edifici confinanti in Boulevard Haussmann ovvero l’edificio storico: Galeries Lafayette Haussmann. A seguire: Galeries Lafayette Homme (moda e accessori uomo) e Galeries Lafayette Maison & Gourmet (casa e gastronomia). L’edificio storico – quello con la cupola per intenderci – ha ben 7 piani ricchi di marchi di moda (lusso, donna e bambino), bellezza, accessori, gioielli e souvenir.

NOTA: non perderti la terrazza all’ultimo piano de le Galeries Lafayette Haussmann. La vista sulla città è pazzesca e riesci davvero a vedere tutto, compresa l’Opéra sulla quale ti sembrerà di camminarci sopra.

Parigi di sera

Questo pezzo di Parigi è solo per cuori impavidi. Non scherzo. La città di sera è un’apoteosi di meraviglia: si inizia con un OH e si termina con il quintuplicare le “H” e le espressioni del volto. Parigi di sera è la meraviglia. Dato che avevamo solo pochi giorni abbiamo deciso di godere del panorama della Tour Euffel ed allora da le Galeries Lafayette Haussmann abbiamo raggiunto Passerelle Debilly da cui abbiamo ammirato un primo scorcio della Torre. Poi ci siamo spostati ai sui piedi per ammirarla da ogni punto di vista.

Il tempo di arrivare a guardare. Fermarsi. Una volta in più. Fare un pensiero. Senza costruirlo. Immaginare come il colore possa farsi vivo.
Sul mio profilo Instagram ho raccontato di Parigi per immagini.

Parigi, giorno 4: Museo d’Orsay e Il Marais

I viaggi durano sempre troppo poco. Che sia un soggiorno di più giorni oppure di poche ore quando si viaggia non si vorrebbe più tornare a casa. Ed allora ecco che siamo giunti al quarto ed ultimo giorno del viaggio a Parigi. Questa giornata dedicala al Museo l’Orsay e al quartiere Il Marais. Quest’ultimo era proprio alle spalle del nostro albergo e sarebbe stato un vero peccato non visitarlo.

Gli impressionisti al Museo d’Orsay

Le cose belle, in gran parte, sono qui. Il Museo d’Orsay ospita capolavori dell’impressionismo e del post-impressionismo ed è situato di fronte al Musée du Louvre. Il museo è famoso soprattutto per i quadri di Claude Monet, Paul Cézanne, Édouard Manet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas (dal 5 al 9 settembre i quadri non erano visibili al pubblico quindi nada!), Camille Pissarro, Paul Gauguin, Vincent van Gogh; il museo contiene anche opere che partono dalla seconda metà del XIX secolo ed una galleria è interamente dedicata a Henri de Toulouse-Lautrec, un’altra a Gustave Courbet e ci sono anche sculture di Auguste Rodin.

Place de la Bastille

La stazione della metro che porta a Place de la Bastille è molto bella e ricorda l’episodio della Bastiglia quando i rivoluzionari francesi diedero inizio, con la sua “presa”, la Rivoluzione Francese. La piazza, anche in questo caso, è immensa. Non ci siamo soffermati troppo. Vale la pena ritornarci magari non all’ora di punta con le macchine che sfrecciano ovunque.

Canale Saint Martain

Ultimissima tappa del nostro viaggio a Parigi in quattro giorni è il canale Saint Martain, un canale di Parigi lungo oltre 4 km, che collega il Bacino della Villette e il Canal de l’Ourcq, di cui ne rappresenta il prolungamento cittadino, al Port de l’Arsenal e dunque alla Senna. Ti consiglio una passeggiate lungo il canale. Attraversa una spinta e l’altra scegliendo uno dei punti dislocati lungo il passo. Non perderti la visita delle stradine immediatamente adiacenti ricchi di negozi e piccole botteghe.

“Decidi. Una direzione. O forse due. Chi può dirlo? Anima, corpo, emozioni. Torna per poi tornare. Fermati per poi partire. È tutto qui. Lo vedi!?”.
Ho raccontato Parigi per immagini sul mio profilo Instagram.

Il nostro viaggio si è concluso – purtroppo – con un volo turbolento a causa dal maltempo, una lacrima per l’ultima pastina ed uno sguardo alle foto che abbiamo scattato. Abbiamo già la lista delle cose da vedere durante il nostro prossimo viaggio a Parigi.

E tu, hai già visitato la Ville Lumiere?

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[…] mio ultimo viaggio in Europa ho visitato Parigi. In quattro giorni, oltre a dedicarmi ad arte e cultura ho anche mangiato molte cose buone ricredendomi tantissimo su […]

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