Perché il Museo della filosofia a Milano

Nasce oggi il Museo della filosofia dell’Università degli Studi di Milano e fino alla sera del 21 novembre l’Università ospiterà le prime due stanze di quello che è il primo museo della filosofia.

Lo scopo del progetto (oggi nella sala del Rettorato alle ore 14.30) è “dare alla città di Milano il libretto delle istruzioni per costruire un museo della filosofia”, si legge nella presentazione ufficiale del progetto. Per farlo due mostre: la prima – Il museo della filosofia: le prime stanze – ha lo scopo di mostrare che “la filosofia deve essere compresa a partire dai suoi problemi e che si può farlo legando la riflessione all’esperienza e al gioco”, si legge ancora nella presentazione; la seconda mostra – Il museo che verrà – è un’agenda aperta per raccogliere le idee e i progetti per le stanze della filosofia che verranno e che si avrà l’obiettivo di realizzare.

Apre oggi il Museo della filosofia a Milano.  

La prima area espositiva verrà aperta alle ore 17.00 sempre di oggi nelle Salette dell’Aula magna. Si potrà visitare liberamente tutti i pomeriggi dei giorni feriali e la sera del mercoledì.

Alla presentazione di oggi del Museo della filosofia di Milano, parteciperanno:

  • Elio Franzini, Rettore dell’Università degli Studi di Milano
  • Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano
  • Luca Bianchi, Direttore del Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti”.

L’ingresso è libero, sino a esaurimento posti.

Perché un Museo della filosofia a Milano?

Colmare una lacuna è il primo obiettivo del Museo della filosofia che si inaugura oggi A Milano. Il Museo della filosofia: le prime stanze è un primo passo in questa direzione. “Proprio come acca­de nella tradizione consolidata dei musei della scienza – si legge sul sito ufficiale – un Museo della filosofia deve dimostrare che è possibile comprendere gli argomenti e le teorie filosofiche attraverso una prassi interat­tiva che si avvalga di esperimenti, di giochi, di simulazioni, di video, oltre che di brevi, sem­plici testi”. I curatori tengo a precisare che non si tratta di semplificazione di concetti alti ma al contrario vi è l’intenzione di dire che “la filosofia sia in sé stessa una cosa talmente seria e profon­da da non avere alcun bisogno di doversi raccon­tare in forme paludate e seriose”, si legge ancora.

Apre oggi il Museo della filosofia a Milano. 

Nel percorso, la prima stanza ha un carattere più generale e un più accentuato taglio teorico. “La riflessione si lega all’esperienza perché il visitatore è invitato ad affiancare alla lettura di testi sollecitazioni di carattere estetico e visivo, che si propongono, per così dire, di disporlo nel­la giusta atmosfera intellettuale”. Labirinti e giochi vanno letti sotto questa luce.

Nella seconda stanza la dimensione esperien­ziale assume una piega più apertamente interatti­va. Giochi e letture che chiedono una risposta dinamica da parte del pubblico, faranno da padrone. “Lo sforzo iniziale dovrebbe essere dunque ripagato da un coinvolgimento crescente e – perché no? – da un crescente divertimento”, si assicura!

Com’è composta la mostra oggetto del Museo della filosofia di Milano?

Pannelli espositivi: sono testi scritti che scandiscono il percorso che il visitatore e il lettore sono invitati a seguire.

Apre oggi il Museo della filosofia a Milano. 

A ciascun pannello sono poi correlate diver­se schede di approfondimento che il visitatore può pren­dere e portarsi via.

  • Le immagini, gli oggetti, le opere d’arte hanno la funzione di suggerire un aggancio intuitivo per i temi discussi.
  • I giochi hanno la funzione di coinvolgere i visitatori e indurli a ragionare autonomamente, o in piccoli gruppi, su alcuni grandi problemi filosofici.
  • Gli esperimenti ci ricordano che comprende­re significa anche talvolta “provare”, ed è per questo che il visitatore è chiamato a compiere una serie di prove che mostrano concretamente quanto complessa sia la trama filosofica dei rap­porti tra immaginazione ed emozioni – che è uno tra i temi portanti della mostra.
  • I video, infine, sono approfondimenti che non sono strettamente connessi con il percorso espo­sitivo, anche se aiutano a comprendere meglio le forme e gli strumenti del pensiero filosofico. Sono pensati per una fruizione individuale e hanno una forma rapida e incisiva.

Non resta che prenotare un weekend a Milano con relativa visita del Museo della Filosofia. 

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