Prévert, poesie d’amore

Nato nel 1900 e morto a soli 77 anni (il 4 febbraio ricorre il 120esimo anno dalla sua nascita), Jacques Prévert è quel che si dice un grande poeta d’amore. Di questo sentimento ne parla tantissimo in componimenti ormai entrati nella storia della letteratura francese, europea e mondiale. 

Il concetto d’amore, che trasforma in versi, è considerato l’unica forma in grado di donare salvezza. Un sentimento sofferto, implorato, ansimato ma pur sempre ricercato e che traspone nella figura di un bambino, gioioso e ribelle, semplice e affascinato. L’amore dunque è un bambino ribelle che non si può incatenare o forzare; è necessario che questi si esprima in modo libero e chiunque cerchi di chiuderlo in un compartimento ben delineato, è costretto a perderlo. Neppure il dolore della guerra, presente nelle sue opere, riesce a surclassare l’amore né a prendere il sopravvento su tutto.

Prévert, le più belle poesie d’amore

Tra le più belle poesie d’amore di Jacques Prévert vi è sicuramente I ragazzi che si amano (Les enfants qui s’aiment) pubblicata nella raccolta Spectacle nel 1951. Il testo racconta di un amore totalizzante tra una coppia di giovani ragazzi che si baciano in piedi contro le porte della notte. I passanti dedicano loro guardi d’invidia ma i ragazzi che si amano non se ne accorgono perché sono abbagliati dalla luce accecante del loro primo amore. Il testo è costruito quasi come un calligramma, che nel gergo poetico indica una particolare disposizione tipografica dei versi caratterizzati, a loro volta, dall’assenza di punteggiatura.

Il testo de “I ragazzi che si amano” di Jacques Prévert

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore.

Un’altra poesia ormai entrata nell’immaginario collettivo come sinonimo di poesia d’amore è Questo amore, inno al sentimento struggente eppure così indispensabile che scombussola e irrigidisce, affascina e spaventa. Prévert prende “a quattro mani” l’amore e lo rende vivido in un componimento poetico che è un susseguirsi di immagini sintetiche di spessore. Un piacere per gli occhi e per le orecchie. La poesia che tutti vorremmo fosse stata scritta per noi.

Il testo di “Questo amore” di Jacques Prévert

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
È tuo
È mio
È stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l’estate
noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l’ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi tu abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

Il 4 febbraio ricorre il 120esimo anno dalla sua nascita. Il poeta di Parigi che  tanto ha amato la sua città, ritorna, ogni volta, con una serie di parole che rimbombano nel cuore e nella mente e ci parla di un sentimento salvatore delle anime e precursore di tante dolci sofferenze. Prévert è quel poeta estremamente moderno che parla ancora tutti noi in un modo tanto semplice quanto drammaticamente efficace. Ti lascio di seguito la lettura di Alberto Lupo di Questo amore. L’adoro e spero piaccia anche a te.

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