Si può vivere senza plastica?

Plastica sì, plastica no. Se si può vivere senza plastica è il momento di capire cosa fare, in concreto, per farlo, ma farlo davvero. Leggi l’articolo sulle note di  questa canzone. 

PREMI PLAY

Di Teresa Delli Priscoli. Nella nostra rubrica #PlasticaMente ci stiamo occupando ad ampio raggio del problema della plastica, delle conseguenze che l’inquinamento da plastica provoca sull’ecosistema e dei modi intelligenti di sostituire questo materiale nella nostra vita quotidiana così da ridurne l’impatto ambientale.

Abbiamo visto quali sono i numeri dell’inquinamento: più dell’80% dei rifiuti marini è costituito da plastica; di questi, il 50% è rappresentato da oggetti di plastica monouso, e la restante percentuale è data da oggetti collegati alla pesca. Delle 330 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno nel mondo, solo il 10% può essere riciclato, mentre il resto si deposita sul fondo dei nostri mari, divorato dai pesci, entrando nella catena alimentare, danneggiando l’ecosistema.

Abbiamo anche appreso che secondo gli esperti il peso della plastica supererà quello dei pesci entro il 2050.

Abbiamo, dunque, ormai ben noto il problema e la sua portata, e sappiamo che questo va fronteggiato invertendo – e sovvertendo-le nostre abitudini quotidiane. Di fatto, nel nostro percorso di riduzione/eliminazione della plastica dobbiamo prendere consapevolezza che un impegno simile comporta una vera e propria rivoluzione nella nostra quotidianità, e non si tratta, dunque, di una pura moda nelle coscienze contemporanee del XXI secolo.

Abbiamo già elencato alcuni piccoli accorgimenti necessari per rieducare se stessi e modificare le proprie abitudini quotidiane nel nome di una condotta plastic-free, ma ritorniamo qui sull’argomento per evidenziare come la plastica faccia parte dei nostri gesti quotidiani.

La plastica nei nostri gesti quotidiani

Pensiamo ad una giornata tipo e a tutte le volte che le nostre azioni comportano il ricorso alla plastica. 

Al mattino: cosmesi e pulizia

Partiamo dal mattino. Ci laviamo i denti con spazzolini in plastica che possono essere facilmente sostituiti con spazzolini in bambù. E i prodotti per la cosmesi della persona? Sono un cumulo di imballaggi in plastica, problema che può essere arginato mediante l’utilizzo di ricariche ecosostenibili e prodotti privi di packaging. A tal proposito, brand famosi come LUSH producono detergenti e saponi in formato solido o in imballaggi in vetro eliminando così quasi del tutto il packaging in plastica. Un’altra interessante iniziativa nell’ambito della cosmesi è quella di MAC che col programma BackToMac regala un rossetto a chiunque riporta in negozio 6 contenitori vuoti, cosicché il famoso brand di cosmesi si occupa in modo diretto del corretto smaltimento e riciclo dei vecchi cosmetici.

Lo stesso discorso vale per i casalinghi: importantissimo prediligere prodotti alla spina e riutilizzare i vecchi contenitori.

Durante la giornata: in ufficio o al supermercato

Giungiamo in ufficio, e il nostro primo pensiero va alla macchinetta del caffè con cui ogni mattina celebriamo l’inizio di una nuova e luuuuunga giornata. Beh, per il nostro caffè da ufficio meglio prediligere capsule per caffè compostabili, o la cara vecchia moka se vogliamo mantenere un tocco vintage!

Nell’arco della giornata poi ci rechiamo a fare la spesa. Anche in questo caso il consiglio è quello di preferire prodotti sfusi, magari utilizzando una borsa in stoffa che portiamo da casa ogni volta, oppure ancora preferire imballaggi diversi dalla plastica, quali vetro ed alluminio. E la bottiglia d’acqua che nel nostro tran tran portiamo sempre in borsa per mantenerci idratati? Meglio sostituirla con una borraccia termica in acciaio, più ecologica e igienica!

Tardo pomeriggio: a-pe-ri-ti-vo

E’ l’ora dell’aperitivo e vi piace sorseggiare il vostro Spritz con una cannuccia?! Anche queste purtroppo contribuiscono all’inquinamento da plastica, e anche in questo caso esistono alternative eco-friendly quali cannucce in acciaio, in bambù o  magari formati di pasta che si prestano bene a tale scopo, ad esempio gli ziti lunghi. L’idea degli ziti lunghi è davvero originale, e l’ho scovata questa estate frequentando uno dei miei lidi preferiti, il Dum Dum Republic di Paestum, stabilimento dall’anima green e a basso impatto ambientale dove è bandito il monouso e, se necessario, questo è rigorosamente in materiale biodegradabile. Ed è qui che i cocktail sono serviti con degli ziti lunghi al posto delle cannucce. Carino, no?

Pranzo e cena

E a tavola? Rigorosamente stoviglie in ceramica, bicchieri in vetro e posate in metallo, e se proprio non abbiamo voglia di lavare i piatti allora optiamo per vasellame biodegradabile. A proposito di lavare i piatti, occhio alla spugna! Anche questa è in plastica e rilascia residui sintetici che finiscono negli scarichi, dunque optate per una spugna vegetale. Le spugne vegetali possono essere utilizzate anche per il corpo (spugne in luffa, in sisal e in konjac, chi più ne ha più ne metta).

Prima di andare a letto: tisana e rituali di bellezza

Dopo cena, per l’immancabile tisana (o altri infusi che preferiate) meglio prediligere prodotti sfusi rispetto alle classiche bustine!

E poi ancora, prima di andare a letto, strucchiamoci con un asciugamano o un panno di lino e aboliamo salviette e dischetti struccanti. I tessuti naturali sono eco-friendly oltre che meglio tollerati dalla nostra pelle, e lo stesso vale per gli indumenti. Gli abiti sintetici rilasciano ad ogni lavaggio fibre microplastiche che finiscono nelle falde acquifere, dunque anche in questo caso il buon vecchio cotone è un ottimo alleato nella lotta alla plastica.

E gli scrub per il corpo? I granelli che questi contengono spesso sono in materiale plastico, e defluendo negli scarichi contribuiscono all’inquinamento da microplastiche. Optiamo anche in questo caso per soluzioni naturali, come i cari vecchi fondi di caffè! A proposito, sapete che la caffeina favorisce la microcircolazione? Mi sembra un ottimo connubio per provare questo scrub naturale!

Abbiamo visto, dunque, come la plastica sia -sia stata- parte costituente delle nostre abitudini quotidiane: scandisce i nostri gesti da quando apriamo gli occhi al mattino sino al momento in cui andiamo a letto la sera. 

Ridurre l’impatto ambientale della plastica richiede dei piccoli gesti da parte di ciascun individuo ed è importante rieducare se stessi  per avere un risultato positivo, consapevoli del fatto che bisogna davvero crederci e persistere con costanza per poter dare il buon esempio e svegliare anche le coscienze dei più pigri.

Abbiamo visto, quindi, che tutto sta nell’iniziare, e che bisogna solo riprogrammare le nostre abitudini e azioni routinarie. Perché è da qui, dai piccoli gesti che possiamo iniziare a salvare il nostro pianeta!

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